Il presidente della Regione in visita a Taormina

Giuseppe Monaco

TAORMINA- Quando inizieranno i lavori per rimettere in sesto il Teatro Antico non si sa ancora. Non lo ha detto nemmeno il presidente della Regione. Raffaele Lombardo, affrontando i problemi di Taormina, è stato chiarissimo: i risparmi che saranno realizzati a seguito dei tagli annunciati e di quelli allo studio saranno utilizzati per potenziare le “eccellenze” che nella nostra Sicilia esistono e vanno difesi”. Il presidente della Regione, intervenendo, nel cine teatro dei salesiani, ad una manifestazione elettorale a favore del candidato sindaco, Mauro Passalacqua, non fatto esplicite promesse. Ha, però, inserito tra le eccellenze siciliane il Teatro Antico, alcuni reparti dell’ospedale San Vincenzo, il Palazzo dei congressi. Ha parlato di Taormina come punto di riferimento per le politiche per il turismo che il governo regionale si appresta a varare. Nella sostanza ha confermato che Taormina,  per quello che è, che è stata e che rappresenta è destinata a restare al centro dell’attenzione del governo regionale. Non ha fatto annunci ad effetto ma ha dimostrato particolare attenzione per Taormina, i suoi problemi e le sue aspirazioni. Si è soffermato anche sul lodo Impregilo, un macigno da quasi 30 milioni di euro che pesa sulle casse comunali. “Una questione –ha detto- che va affrontata in maniera concreta ma al ribasso. Secondo Lombardo, il caso si dovrebbe chiudere sulla base di uno o due milioni. Si è intrattenuto sul “caso Teatro Antico” dichiarando il suo interessamento ma senza indicare i tempi di quelli che dovrebbero essere i tempestivi interventi da realizzare per assicurare il massimo dell’agibilità al monumento già in coincidenza del festival del cinema e della consegna dei Nastri d’argento, appuntamenti fissati tra poco più di una settimana.
Sarà un caso ma, proprio nel giorno in cui il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, rispondendo ad alcune richieste del candidato sindaco, Mauro Passalacqua, prometteva maggiore interessamento per il Teatro Antico, i giornali di tutta Italia annunciavano che “Jovanotti raddoppia le date in Sicilia: sarà a Taormina, ovviamente al Teatro Antico, lunedì 14 luglio. A questo punto viene da chiedersi: ma chi, effettivamente, “governa” il grande monumento? Chi s’interessa della manutenzione, della messa in sicurezza degli impianti? Una risposta si può azzardare: governa non la politica, non il presidente della Regione, non l’assessore ai BBCC, bensì gli uffici regionali, la burocrazia. A loro compete la cura e la difesa del monumento. Ed il Comune di Taormina? E’ stato, anche quest’anno, messo da parte; nessuno tiene conto delle osservazioni di Palazzo dei Giurati. Ma c’è ancora di più: a Palermo, gli stessi solerti funzionari che non si curano di riparare le gradinate, gli ingressi, i gabinetti, le vie di fuga. Sanno solo assicurare permessi per spettacoli d’ogni genere senza tenere conto nemmeno delle sottolineature dei responsabili di TaorminArte. Nell’ultimo comunicato stampa della grande kermesse, infatti è scritto: “Il Teatro Antico è un luogo magico, di fortissima suggestione, che dove poter offrire allestimento e spettacoli d’assoluta qualità ed eccellenza, propendo il meglio dell’Opera, della Musica e della Danza, offrendo al mondo intero un calendario artistico che possa amplificare al massimo possibile quell’universo di straordinaria bellezza ed armonia di colori, suoni e profumi che in una parola potremmo definire “Sicilia”.
Parole accorate che sono in linea con le indicazioni dell’ex assessore ai BBCC, Lenza, e dell’attuale assessore regionale al Turismo, Titti Bufardeci ed anche del presidente Lombardo ma che contrastano evidentemente ed inspiegabilmente con le decisioni dei funzionari regionali, quelli che firmano concessioni per concerti pop e popolari, per esibizioni di comici.

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