Taormina, i punti forti dei candidati a sindaco

TAORMINA- Sono due, pare di capire, i “punti forti” dei programmi dei candidati a sindaco. Carmelo Briguglio propone l’istituzione di un Ufficio Europa al quale affidare la ricerca di fondi comunitari utili per progettare e programmare interventi per la riqualificazione strutturale, del sistema servizi e per cercare soluzioni innovative per problemi vecchi. Mauro Passalacqua, da parte sua, ha inserito nel suo programma una “legge speciale”, per mettere al centro della politica locale, provinciale e regionale il “caso Taormina”. Per rendere credibili questi programmi hanno invitato a prendere parte all’ultima fase della campagna elettorale ministri (La Russa e Ronchi) ed il presidente della Regione.
A guardare bene, le due proposte si assomigliano: guardano entrambe ad una sostanziale modifica dell’attività amministrativa di Palazzo dei Giurati. Passalacqua e Briguglio, infatti, sembra puntino a focalizzare l’interesse dei centri decisionali sulle potenzialità, le necessità, le aspirazioni di una città che, in ogni caso, rappresenta un simbolo per la Sicilia ed un punto d’interesse e riferimento per l’intero Mezzogiorno. La legge speciale e l’ufficio Europa possono servire, se utilizzati in maniera giusta, manageriale, propositiva, a far voltare pagina alla struttura amministrativa, burocratica e direzionale dell’ente comune ed anche risolvere i casi Isolabella e Teatro Antico. Per intercettare fondi dell’UE è, infatti, indispensabile saper “confezionare” progetti, indicare soluzioni, promuovere soluzioni accattivanti ed innovative. Vuol dire anche rispondere alle nuove sfide che l’Europa intende lanciare per i prossimi decenni ed inserirsi in quel tipo di circuito.Una legge speciale può costringere l’amministrazione comunale ad evidenziare le emergenze di Taormina ed indicare soluzioni sulla base di un progetto globale che possa interessare e coinvolgere la Regione inserendosi nei programmi strategici nazionali. Non può essere vista, infatti, come un semplice strumento per pagare i debiti di Palazzo dei Giurati e per rattoppare qualche strada.
Per guardare ad un futuro diverso chi amministrerà dal 17 giugno in poi Taormina, insomma, dovrà farsi carico di questioni quantomai impegnative. Non potrà limitarsi a gestire la città pensando a soluzioni di quartiere e d’appartenenza a questo o qual partito, a questa o quella cordata. Certo non dovrà e non potrà dimenticarsi dell’ordinaria amministrazione che rappresenta l’impegno quotidiano. Con la legge speciale o con l’ufficio Europa sarà indispensabile ridefinire la mappa della struttura comunale alla quale affidare la stesura di progetti nuovi che, in ogni caso, dovranno puntare sull’ecosostenibilità, sulla viabilità, sui collegamenti con i porti di Messina e Catania e sugli aeroporti di Catania, Comiso e Reggio Calabria. Dovranno, una volta per tutte, definire e rilanciare la “questione comprensorio”, la politica dei parchi e delle riserve. Ma si deve guardare anche oltre: far diventare Taormina centro di un grande progetto che indichi la città come volano del turismo del Mediterraneo e sede di istituti, scuole, centri studio legati alle nuove dinamiche sociali ed economiche che interessano questa parte dello scacchiere europeo. Un piano che deve contenere campi da golf, un porto turistico comprensoriale ed ecosostenibile e (perché no?) il casinò. Vale a dire tutti i progetti di cui si parla da anni e che si sono scontrati con interessi di parte, invidie tra località turistiche siciliane e prese di posizione delle lobby dei tavoli verdi italiani, l’incapacità degli amministratori locali.Idee e progetti ambiziosi? Fumo negli occhi per gli elettori? Parole per nascondere i veri problemi della città che sono: la raccolta e smaltimento spazzatura, della viabilità sempre più caotica, dei servizi essenziali, distribuzione acqua potabile, ripavimentazione delle strade, cura del verde, gestione dei parcheggi, lotta ai rumori, all’abusivismo, la rivisitazione della burocrazia comunale? I taorminesi sperano di no, sperano che i nuovi amministratori, al di là dell’ordinaria amministrazione, sappiano davvero indirizzare Taormina verso il futuro.  

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