SI PUO’ VOTARE UNA FACCIA AL POSTO DI UN’ALTRA?

Stimolato dalle facce dei candidati alle provinciali  per le amministrative del 1516 giugno che da qualche tempo imperversano sui muri  e non solo dei nostri paesi, vi sottopongo delle riflessioni. Innanzitutto noto una vera e propria guerra di manifesti perché si attaccano, si coprono e si rimettono, compaiono e scompaiono nel giro di una notte ma anche di poche ore del giorno, se la squadra di attacchini è consistente e lavora solo per quello. E’ quanto mai assurdo che si sprechi tanta carta e tempo per guadagnare lo spazio dei muri, delle impalcature e delle cassette per l’acqua o per l’ enel e far vedere nient’altro che volti belli, gioiosi e magari simpatici che si distruggono a vicenda e si sporcano in una battaglia di colla e manifesti elettorali. Ovunque guardi o ti giri sulla strada sei investito da un cartellone o da un manifesto dai colori più vari, con i simboli, i nomi e le solite facce che rimbalzano, si rimescolano, si confondono. Sembra l’antico gioco del nascondino,dove ognuno cerca di far capolino per uscire dal marasma generale e distinguersi per gli occhi, per l’espressione o per l’atteggiamento. Tra l’altro, è curioso che appartengano per lo più alla stessa lista oppure siano per lo stesso presidente . A questo punto sorge spontanea una domanda : si può votare una faccia al posto di un’altra, si può dare la preferenza al più fotogenico, bello e simpatico senza sapere niente della sua storia, del suo programma, del suo impegno? Forse può bastare qualche slogan pubblicitario, come un prodotto da vendere sul mercato elettorale, per dare fiducia ad uno piuttosto che ad un altro? Queste elezioni  sembra che stiano assestando un colpo mortale alla politica, tutto si svolge sul piano del marketing, alla stregua del lancio di un prodotto commerciale e si organizzano campagne elettorali spendendo soldi per manifesti, manifestini e festini, per passaggi televisivi, radiofonici e clientelari. Considerato che il posto di consigliere provinciale non ha un valore amministrativo rilevante, ormai si fa di tutto per stare dentro la “casta” ed avere una collocazione qualsiasi nel sistema, giocando ruoli diversi, cambiando casacca a convenienza, smarcandosi da un amico all’altro indipendentemente dai propri ideali, dalle convinzioni morali, dai percorsi realizzati. Sicuramente questa propaganda di facciata rafforza sempre di più l’immagine, l’apparenza, la superficialità e non si fa attenzione ai reali bisogni della gente che sta diventando sempre più povera, vive in un ambiente a rischio, viene privata dei servizi necessari. Si prospettano, quindi, prodotti a scatola chiusa, pacchetti preconfezionati che non garantiscono la qualità, come purtroppo accade nelle vendite normali, anzi possono rivelarsi dei veri bluff perché non si sperimentano a contatto con le persone, con le difficoltà di tutti i giorni, non conoscono le problematiche relative all’ inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, del disagio ambientale, sociale e culturale, della mancanza di lavoro e di energia, del necessario per la spesa. Non vogliamo restare impressionati dalle facce attaccate ai muri e separate dalla società ma speriamo nella comunicazione e rivelazione dei volti in quanto apparteniamo gli uni agli altri e pensiamo alla politica della pace come costruzione di una vita bella e buona, utile e sana, fondata sul rispetto della persona umana sempre ed ovunque e sulla ricerca del confronto, del dialogo e del bene comune. Alla luce delle emergenze che stiamo vivendo in questo tempo, i candidati hanno l’obbligo di trasformarsi in volti nuovi per scelte responsabili che riguardano, a partire da se stessi , l’intera umanità.
                                                                                   

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