Taormina, -12.18% le presenze turistiche

TAORMINA – Saranno 5 milioni ed 800 mila gli italiani che approfitteranno del 2 giugno per concedersi un lungo week end. Di essi l’89,2 per cento resterà in Italia. Il restante 10,2 andrà all’estero.
Sono questi i dati elaborati da Federalberghi nell’ambito del chek turismo 2008, uno studio che comprende anche un’analisi di quanto i turisti italiani spenderanno per il prossimo fine settimana. Ogni italiano – dice Federalberghi- spenderà complessivamente 262 euro. Ciò significa che il giro d’affari turistico per il ponte del 2 giugno sarà, complessivamente, di 1,53 miliardi di euro.
Quanto di questa cifra incasserà la Sicilia e Taormina in particolare? Non esistono previsioni di questo tipo. Non è pubblicato nemmeno uno studio, un’analisi di un qualche osservatorio siciliano. Reggerà l’appel del turismo isolano? Si sa solo, ma su scala nazionale, che il 52,2 per cento dei quasi 6 milioni di vacanzieri sceglierà il mare, il 13,1 le città d’arte. Indicazioni che fanno ben sperare ma che, a proposito di Taormina e di Sicilia potrebbero rappresentare l’indice di un’altra opportunità sprecata. Visto l’ultimo bollettino statistico sul movimento turistico a Taormina, la situazione appare preoccupante.  In 4 mesi, nel polo turistico più importante della Sicilia, sono andate perdute, rispetto al 2007, quasi 20.000 presenze. Il calo, complessivo è del 12,18 per cento. Ormai si parla apertamente di crisi. Ma il problema non riguarda solo Taormina: è l’intera industria turistica siciliana a battere il passo. Un problema che, per la sua complessità e per la valenza sul piano economico, andrebbe posto ai vertici dell’agenda del nuovo governo regionale. Il turismo, invece, sino ad ora, pare essere rimasto impantanato nelle sabbie mobili della politica dei palazzi di Palermo. In un momento tanto particolare, quando l’attività turistica siciliana versa in gravi difficoltà, nessuno sa come intende muoversi il governo regionale per fronteggiare la crisi. Come se non bastasse, molti comuni turistici (compresi Taormina e Giardini Naxos che da soli attirano poco meno del 40 per cento dell’intero movimento turistico isolano) sono impegnati nel rinnovo dei consigli comunali e l’elezione dei nuovi sindaci. Non si sa nemmeno chi sarà il nuovo assessore regionale al turismo. Questo vuol dire che l’intero apparato se non bloccato e sicuramente frenato, senza programmi e senza progetti.
Dopo le prove non incoraggianti sulla salute dell’industria delle vacanze dei mesi scorsi, ora arriva una nuova occasione per le verifiche. Nemmeno Pasqua ha contribuito a tappare i buchi.
Il ponte del 2 giugno, secondo Federalberghi, deve essere considerato “un assaggio di vacanze estive”. Operatori e amministratori siciliani, dopo il week end, avranno la possibilità di raccogliere dati ed indicazioni su quanto potrà accadere nei prossimi mesi. Se anche questa opportunità andrà sprecata, vorrà dire che l’offerta Sicilia, le proposte di Taormina non funzionano più come prima. Che il turismo siciliano, nel suo complesso, va rivisto. Vuol dire che ci vuole un nuovo progetto definito in base a quelle che sono le tendenze internazionali del turismo.

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