Giardini, corteo per dire no all’emarginazione

GIARDINI NAXOS – Un happening, un corteo silenzioso, un pranzo servito in piazza, per dire no all’indifferenza, all’emarginazione sociale. La organizza l’associazione la “Cura” di Giardini Naxos che gestisce un centro di accoglienza dedicato a chi non ha le risorse necessarie per far fronte alle esigenze di tutti i giorni, ai senza fissa dimora, agli immigrati in cerca di lavoro. Per tutte queste persone, diverse decine, per le quali il centro di via Calcarone è l’ultima spiaggia, il punto d’arrivo dove è possibile approdare quando le istituzioni hanno fallito, hanno abbandonato o non intendono più farsi carico di quanti la società considera “invisibili”. L’appuntamento è stato fissato per domania partire dalle 11,00.
Per dire no alla mancanza di servizi adeguati, di programmi, di politiche sociali l’Associazione Penelope che gestisce il centro “Cura”, ha organizzato una manifestazione che, nelle intenzioni, può essere considerata una provocazione, un pugno allo stomaco. “I volontari del centro –si legge in una nota- conoscono bene i bisogni degli indigenti, i fenomeni che dovrebbero interessare quanti pensano di sconfiggere la povertà multando i mendicanti o di rendere le città più sicure espellendo gli irregolari che vengono sfruttati, in quanto tali, nelle attività produttive o sulle strade del nostro comprensorio”.
Volontari ed ospiti del Centro, sfileranno per le vie di Giardini Naxos sino a piazza Municipio dove, a fine del corteo, –dice il comunicato- per alcune sarà trasferita la sede operativa del servizio d’emergenza sociale della Cura. “Propria nella piazza del Municipio –continua il documento di presentazione della manifestazione- è prevista la distribuzione del pranzo a cura dei volontari. In questa maniera gli ospiti del centro usciranno dall’invisibilità in cui vorrebbero relegarli e incontreranno quanti hanno occhi ed un cuore”.
La manifestazione è stata, deliberatamente, denominata “Tolleranza zero” per denunciare il clima d’arretramento culturale, razzismo, xenofobia che –secondo i dirigenti della Cura- si respira intorno a quelli che un tempo venivano definiti poveri”.
L’associazione Penelope, nel mettere l’accento sui problemi di quanti non riescono ad arrivare a fine mese ma anche di quanti non hanno letteralmente risorse, intende denunciare chi: “sposta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla paura del diverso invece di rispondere ai bisogni reali della gente, creare servizi sociali efficienti, garantire rispetto  della legalità”.

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