Messina. Immondizia in fiamme, allarme diossina

MESSINA – Si respira aria mefitica in riva allo Stretto, mentre salgono le temperature e la gente non ne può più. Cento roghi appiccati simultaneamente nei più disparati punti di Messina, che hanno costretto a un lavoro massacrante le squadre dei vigili del fuoco. Diventa difficile credere solo a gesti di cittadini. Lo ha dichiarato anche il presidente di Messinambiente Antonino Dalmazio: è il frutto di una strategia criminale. Quasi come gli incendi estivi nei boschi e nelle campagne.
Le forze criminali si inseriscono sempre quando vedono grandi spazi liberi d’azione, una città abbandonata a se stessa, un territorio non presidiato e senza tutela.
Il problema più evidente è quello che attiene alla salute pubblica e alla tutela dell’incolumità di cose e persone. L’Associazione italiana della lotta alla leucemia ha presentato alla Procura della Repubblica un esposto sui rischi gravissimi provocati dallo sprigionarsi delle diossine e degli altri “veleni” nell’aria, ma anche nel suolo e nell’acqua, e una dettagliata denuncia nei confronti delle autorità competenti. Nel mirino il commissario straordinario del Comune, i vertici dell’Ato3 e di MessinAmbiente, accusati di non aver fatto nulla per scongiurare un’emergenza assolutamente prevedibile. Nell’esposto-denuncia, si chiede alla Procura di valutare se nella vicenda si possano ravvisare gli estremi dell’interruzione di pubblico servizio. Inoltre, a causa dei roghi, sono andati in fumo cabine elettriche e altri impianti di pubblica utilità.
Il prefetto Alecci, in stretto raccordo con le autorità sanitarie, sta monitorando lo stato delle cose 24 ore su 24. A Palazzo del Governo si è accolta con grande soddisfazione la decisione dei dipendenti di MessinAmbiente di riprendere il servizio. L’accreditamento delle spettanze di aprile ha i suoi tempi tecnici, ma non può slittare ulteriormente. Al contempo, bisogna fare in modo che una simile emergenza non si ripeta, nè domani nè il prossimo mese.
Per chi appicca il fuoco ai rifiuti ci deve essere la galera, nè più nè meno che per i piromani che provocano i roghi estivi.
Intanto, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale di Messina, i finanzieri della Brigata di Torre Faro, dipendente dalla Compagnia di Messina,  arrestato tre giovani messinesi, due di 27 anni ed uno di 28, intenti ad appiccare il fuoco ad alcuni cumuli di rifiuti accatastati intorno ai cassonetti posti sulla strada Panoramica dello Stretto.
Le Fiamme Gialle, consapevoli della gravissima situazione ambientale creatasi negli ultimi giorni a causa del noto blocco della raccolta dei rifiuti urbani, alla luce dei molteplici roghi che nelle nottate precedenti hanno causato potenziali situazioni di pericolo per persone e cose, oltre al rilascio nell’aria di notevoli quantità di diossina, sostanza altamente inquinante, hanno intensificato l’attività di controllo in tutte le zone della città, con particolare riguardo per le zone nord e sud.
E proprio nella zona nord, più precisamente sulla strada Panoramica dello Stretto, l’attenzione dei militari è stata richiamata dalle lunghe colonne di fumo e fiamme che si sprigionavano da alcuni cumuli di rifiuti raccolti in prossimità di alcuni complessi edilizi che ormai avevano invaso la carreggiata stradale.
Una volta giunti sul posto, i finanzieri hanno notato tre individui intenti ad appiccare il fuoco ai sacchetti di immondizia accatastata con del materiale infiammabile ed alcuni accenditori. Alla vista dei militari i tre hanno tentato di darsi alla fuga, ma dopo un breve inseguimento a piedi sono stati raggiunti e bloccati.
Un’accurata perquisizione nell’auto dei tre ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro quanto utilizzato per dare fuoco ai cassonetti stracolmi di rifiuti, mentre i tre piromani sono finiti in manette e dopo le formalità di rito condotti presso la Casa Circondariale di “Gazzi” a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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