Nizza. Ici, Rasconà “stoppa” le polemiche

NIZZA DI SICILIA – “L’aliquota Ici rimane al 5 per mille sulla prima casa e al 7 per mille sulla seconda”: la puntualizzazione è del presidente del Consiglio comunale, Carmelo Rasconà. Precisazione che arriva in risposta al gruppo di minoranza “Insieme per voltare pagina” che, nei giorni scorsi, attraverso un comunicato aveva “fatto sentire il proprio dissenso circa la scelta dell’amministrazione di fissare l’aliquota Ici in misura pari al 7 per mille”. Chiarita la questione dell’imposta comunale, Carmelo Rasconà è intervenuto anche sulle polemiche relative all’approvazione del Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2008. Lo strumento di programmazione economica è stato infatti votato dalla sola maggioranza, mentre l’opposizione, dopo aver vanamente chiesto il rinvio dell’argomento, ha scelto di abbandonare per protesta l’aula. “I consiglieri di minoranza – si leggeva ancora nel comunicato – hanno palesato l’impossibilità di esprimere col proprio voto un giudizio sul documento più importante di programmazione politico amministrativa per l’impossibilità di conoscere la reale situazione economica del Comune causata dell’incompletezza della documentazione ufficiale allegata”. “E’ vero, probabilmente mancava qualche allegato – conferma con il solito garbo il presidente del Consiglio – ma è altrettanto vero che tutti gli atti erano a disposizione dei consiglieri per essere visionati. Non abbiamo voluto nascondere nulla, anzi vista l’importanza dell’argomento abbiamo sempre cercato la collaborazione della minoranza. La nostra buona fede, poi, è confermata dal fatto che sul Bilancio, oltre alle varie riunioni delle commissioni, avevano già fatto una seduta di consiglio durante la quale l’argomento era stato affrontato ampiamente. Sono rammaricato – continua Rasconà – per l’assenza in aula dell’opposizione durante il voto, ma non potevamo accogliere la richiesta di rinvio perché ormai il Bilancio, dopo tante discussioni, andava approvato”. L’opposizione aveva contestato anche il fatto che non erano stati presi in considerazione gli emendamenti presentati. “E’ paradossale però – replica Rasconà – che la stessa minoranza sia uscita dall’aula quando era il momento di discuterli. Ad ogni modo, nonostante non siano stati approvati li abbiamo discussi e presi seriamente in considerazione. Uno di questi non aveva ottenuto il parere favorevole del responsabile dell’area finanziaria; un altro, quello sulla spesa sociale, riguardava un capitolo che già era stato rimpinguato. Alcune cose richieste, poi, come lo spostamento del mercato e il completamento del lungomare, non rientravano strettamente nella materia del Bilancio. Gli interventi di sistemazione del lungomare – ha continuato Rasconà – sono comunque già stati inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche, mentre il mercato sarà certamente spostato in un’area più idonea. Infine, abbiamo destinato 50mila euro al miglioramento dell’impianto di illuminazione, prendendo proprio spunto da un emendamento dell’opposizione, anche se la cifra contenuta in esso era maggiore e non potevamo approvarlo in toto”.

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