Giardini, recuperate due àncore bizantine

GIARDINI NAXOS – Sono terminate nella giornata di ieri le operazioni di recupero dei “gioielli sommersi” segnalati da privati cittadini nella baia di Giardini Naxos e, precisamente, nello specchio d’acqua antistante piazza Kalkis. All’opera i carabinieri del comando provinciale di Messina, con il nucleo subacquei e la motovedetta cc 218 della compagnia di Taormina, in collaborazione con il nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale e la sovrintendenza del mare di Palermo. Le unità subacquee, insieme con archeologi della soprintendenza del mare, hanno scandagliato il fondale individuando dapprima un’àncora di epoca bizantina (VIII – IX sec. d.c.), delle dimensioni approssimative di due metri per un metro e cinquanta di larghezza, e subito dopo un secondo reperto, una seconda ancora, questa volta sembra di epoca romana (I sec d.c.) delle stesse dimensioni. La motovedetta cc 218 della compagnia di Taormina ha prima trainato gli oggetti verso il porto. Dopo l’ancoraggio alle cime, si è proceduto ad estrarre i grossi reperti dal fondo del mare. La scoperta per gli esperti si è rivelata di straordinaria importanza, dal momento che costituisce un elemento significativo dell’esistenza storica del porto dell’antica Naxos. L’operazione è frutto di un sistema integrato tra Arma territoriale, tutela patrimonio culturale e soprintendenza del mare a protezione della sicurezza e valorizzazione dell’archeologia subacquea. Le due ancore, estratte dal fondo marino, sono state sistemate all’interno di una grande vasca di conservazione per poter consentire agli esperti di studiarla ed eseguire i necessari lavori di restauro in ambiente acquatico dolce. attualmente, la teca è custodita nel museo archeologico di Naxos. 

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