Sciopero dei ferrovieri, Stretto paralizzato

MESSINA – Servizi inesistenti, trasporti improvvisati, ritardi vergognosi, viaggiatori abbandonati a se stessi, treni e traghetti obsoleti senza i requisiti minimi di sicurezza. Messina, città depredata da Ferrovie dello Stato. A denunciarlo sono stati i ferrovieri e i marittimi messinesi che, in occasione dello sciopero di otto ore, questa mattina hanno organizzato un sit in con volantinaggio alla stazione centrale di Messina. Allo sciopero hanno aderito tutti i lavoratori della manovra, i capostazione, i capitreno dei mezzi regionali, il personale dell’officina e del deposito, il personale marittimo dei cargo e della navigazione. Una percentuale del 100%, con i lavoratori impegnati nei servizi minimi garantiti che hanno aderito anch’essi allo sciopero. Soppressi quattro treni a lunga percorrenza (due intercity e due treni notte), una sola nave ha garantito il servizio di traghettamento tra le due sponde dello stretto.
Da tempo la Cisl ha denunciato come i vertici del gruppo FS abbiano negli anni depredato il nodo ferroviario messinese e come la mancanza di un serio piano industriale di Ferrovie dello Stato nello stretto nasconda la precisa volontà da parte del gruppo di abbandonare l’area e la Sicilia intera.
“Siamo soddisfatti della partecipazione massiccia alla manifestazione – ha dichiarato il segretario generale della Fit Cisl Sicilia Amedeo Benigno, presente al sit in messinese – la vertenza Messina rappresenta un punto di forza per la vertenza regionale. Non consentiremo all’azienda di togliere il traghettamento, soprattutto alla luce di quanto avvenuto nel periodo pasquale quando si è assistito alle prove generali di dismissione che hanno causato disagi agli utenti e ai cittadini siciliani e non solo. Auspichiamo – ha continuato Benigno – il coinvolgimento della classe politica territoriale e regionale, considerato anche che il nuovo presidente della Regione ha parlato di voler investire nelle infrastrutture”.
“Trenitalia – hanno affermato il segretario della Fit Cisl Messina Enzo Testa e il segretario del settore ferrovie della Fit Cisl Messina Michele Barresi – dallo scorso giugno ha ridotto notevolmente l’offerta commerciale in Sicilia con la soppressione di 12 treni a lunga percorrenza. Un atteggiamento che evidenzia come sia sempre più intenzionata a cogliere le presunte e strumentali carenze di RFI come occasione propizia per porre in atto l’interruzione definitiva del servizio di traghettamento di passeggeri e merci nell’isola, negando di fatto il sancito diritto universale alla mobilità. E’ ora di porre fine a questa azione scellerata portata avanti ostinatamente dal gruppo FS al di là delle stesse direttive politiche dell’azionista di riferimento. Il Governo nazionale e regionale devono assumersi la responsabilità delle scelte di una società con forte partecipazione pubblica perché è obbligo di Ferrovie dello Stato garantire la continuità territoriale e la mobilità di persone e merci tra le due sponde dello stretto. La volontà di Ferrovie dello Stato sinora manifestata, invece, rischia di pregiudicare seriamente e in maniera irreversibile non solo gli attuali assetti occupazionali del territorio messinese ma anche le stesse possibilità di sviluppo economico e sociale di una città e di un’intera regione”.
I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Messina, Franco Spanò, Maurizio Bernava e Costantino Amato, alla vigilia delle elezioni politiche e regionali, hanno lanciato un appello ritenendo necessario rilanciare la rivendicazione e aprire un confronto e una negoziazione mai vista sinora con i Governi nazionale e regionale perché ammodernamento e potenziamento della flotta, realizzazione del nuovo nodo ferroviario, completamento del raddoppio sulle tratte Messina-Palermo e Messina-Catania, riorganizzazione del territorio, riqualificazione urbana e recupero dell’affaccio a mare sono interventi che non si potranno mai realizzare se la Politica lascerà che le Ferrovie dello Stato continuino a essere dei carnefici della dequalificazione, del degrado e dell’abbandono di tutto il parco ferroviario prospiciente lo stretto.
Adesso Cisl e Fit Cisl, una volta costituiti i Governi nazionale e regionale, propongono di rilanciare la mobilitazione coinvolgendo anche i 108 sindaci della provincia e la deputazione messinese e siciliana.

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