Alì, 7 a giudizio per la faida Cannetti-Rasconà

ALI’ – Sono sette i rinvii a giudizio decisi ieri mattina dal giudice dell’udienza preliminare di Messina Mariangela Nastasi per la cosiddetta “faida” tra le famiglie dei pastori Rasconà e dei Cannetti, una sequela di azioni e ritorsioni, con agli atti perfino un tentato omicidio, che “rallegrò” l’estate del 2007 in alcuni centri della zona ionica: Alì, Alì Terme e Fiumedinisi.
Il gup Nastasi ha accolto le richieste formulate dall’accusa, rappresentata dal pm Angelo Cavallo, ed ha rinviato a giudizio: Cateno Rasconà, Francesco Rasconà, Biagio Rasconà, Adriano Cannetti, Giovanni Cannetti, Andrea Andronaco e Maurizio Papale.
Il processo che li riguarda inizierà il 18 luglio prossimo davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale.
Il collegio di difesa che ha assistito i sette imputati è stato composto dagli avvocati Giovanni Calamoneri, Tino Celi, Francesco Traclò, Nunziatina Armeli, Gianfilippo Brunetto, Alberto Calzavara, Antonio Bongiorno e Daniela Bagnato.
La lista di accuse di cui devono rispondere a vario titolo gli imputati è piuttosto lunga, e contiene 19 reati: tentata estorsione, violenza privata, detenzione di armi e coltelli.
Ma il fatto più grave contestato è senza dubbio il tentato omicidio di cui devono rispondere Cateno, Francesco e Biagio Rasconà, che il 17 luglio del 2007 nella piazza di Alì tentarono d’uccidere l’operaio Adriano Cannetti: lo colpirono ripetutamente alla testa con una “mazzotta” e gli diedero anche due coltellate all’addome, lasciandolo a terra in condizioni molto gravi. Cannetti venne ricoverato in prognosi riservata al Policlinico di Messina. Tutto scaturì da una discussione avvenuta all’interno di un bar, dove il ferito era seduto. La versione della “fuitina” fu subito smentita da alcuni componenti della famiglia Cannetti.

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