Appello di Cgil-Cisl-Uil ai futuri deputati

MESSINA – Riportare le Ferrovie dello Stato a essere soggetto attivo e protagonista degli investimenti nell’area dello stretto e in Sicilia. Una richiesta che il Sindacato confederale porta avanti da tempo e, dopo l’appello ai candidati premier nei giorni scorsi per far assumere come prioritario il problema della continuità territoriale tra  la Sicilia e il continente, rilancerà il prossimo 21 aprile con lo sciopero di  tutti i ferrovieri e i marittimi messinesi.

La continuità territoriale è stata messa progressivamente in discussione per la dismissione dei servizi di traghettamento dello stretto di Messina di persone e merci sui mezzi ferroviari da parte di Ferrovie dello Stato. Un problema che i Sindacati portano avanti da tre anni con appelli e proteste.

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Spanò, Bernava e Amato con i segretari delle Federazioni dei trasporti Foti, Testa e Lo Tronto, proprio alla vigilia del voto ribadiscono la necessità di invertire la rotta della dismissione e della dequalificazione del sistema ferroviario messinese.

Oltre la mobilitazione sindacale, Cgil, Cisl e Uil chiedono che accanto quella dei lavoratori, si metta in campo una iniziativa pressante anche di tutte le rappresentanze parlamentari locali e nazionali e delle amministrazioni del territorio.

Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che i Governi nazionale e regionale devono essere in grado di orientare le scelte e gli investimenti di Ferrovie dello Stato per il potenziamento e l’ammodernamento della flotta e dei sistemi di traghettamento nello stretto, nella realizzazione del nuovo nodo ferroviario messinese e nel completamento del raddoppio ferroviario Messina-Palermo e Messina-Catania.

Dopo la mobilitazione del 21 aprile non si potranno più lasciare soli i lavoratori e i sindacati in questa rivendicazione che si pone come obiettivo quello di avviare una nuova grande stagione di investimenti a favore dello sviluppo delle principali infrastrutture nella parte più meridionale del paese, della quale l’area dello stretto è un crocevia strategico. Per questo motivo non può essere più abbandonato al degrado e al depotenziamento che porta effetti devastanti sui disservizi all’utenza e pregiudica qualsiasi ipotesi di sviluppo.

Cgil, Cisl e Uil ritengono necessario rilanciare la rivendicazione e aprire un confronto e una negoziazione mai vista sinora con i Governi nazionale e regionale perché ammodernamento e potenziamento della flotta, realizzazione del nuovo nodo ferroviario, riorganizzazione del territorio, riqualificazione urbana e recupero dell’affaccio a mare sono interventi che non si potranno mai realizzare se la Politica lascerà che le Ferrovie dello Stato continuino a essere dei carnefici della dequalificazione, del degrado e dell’abbandono di tutto il parco ferroviario prospiciente lo stretto.

Cgil, Cisl e Uil, proprio con l’obiettivo di mettere in campo una mobilitazione generale unitaria e condivisa tra tutte le componenti della comunità messinese, hanno deciso di promuovere una iniziativa pubblica con i 108 sindaci della provincia e con tutti i parlamentari regionali e nazionali del nostro territorio che saranno eletti nelle prossime ore. Una iniziativa, che si terrà l’indomani della costituzione dei due Governi nazionale e regionale, per elaborare una piattaforma comune e per avviare una pressione permanente, sia sul territorio che in Parlamento, per far diventare prioritario e urgente nelle strategie dei Governi il rilancio degli investimenti e dei progetti nello stretto di Ferrovie dello Stato per potenziare la continuità territoriale e il diritto alla mobilità.

 

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