Roccalumera. Nascose cadavere del padre: 2 anni

ROCCALUMERA – Nascose per quattro mesi sul balcone di casa il cadavere del padre morto per continuare a incassare la pensione dell’anziano genitore.
I giudici della Corte d’appello di Messina hanno ridotto sensibilmente la condanna inflitta in primo grado al trentasettenne di Roccalumera Francesco Foti accusato originariamente di aver ucciso il padre per continuare a intascare la pensione dell’anziano genitore e di averne poi nascosto il cadavere per quattro mesi sul balcone di casa.
In primo grado, l’11 maggio del 2007, il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale Massimiliano Micali aveva inflitto a Foti dieci anni e quattro mesi di reclusione, con il rito abbreviato, riconoscendolo colpevole di omicidio volontario e occultamento di cadavere, accordandogli le attenuanti generiche e il vizio parziale di mente.
Ieri i giudici di secondo grado lo hanno invece assolto dall’accusa più grave, quella di omicidio, e hanno confermato la condanna a due anni per avere occultato il corpo del genitore settantacinquenne Domenico Foti, in paese conosciuto da tutti come “Don Mico”. Il suo corpo, quasi mummificato, venne scoperto in uno sgabuzzino sul balcone di casa, a Roccalumera, in via Umberto I, nel settembre del 2006, quattro mesi dopo la morte (così accertò l’autopsia). Questo grazie ai sospetti dei vicini che non sentivano più le liti quotidiane tra padre e figlio. È stato lo stesso sostituto procuratore generale Franco Cassata, pubblica accusa al processo, a chiedere alla Corte di dichiarare l’insussistenza dell’accusa più grave d’omicidio a carico di Foti, che all’epoca finì in carcere per questa vicenda.

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