Taormina, urge un piano per il commercio

TAORMINA – Urge un piano commerciale efficace. La questione è diventata di primaria importanza, viste le circa mille e 500 licenze commerciali rilasciate in una cittadina di appena diecimila anime. Purtroppo, le varie amministrazioni che si sono susseguite negli anni non hanno mai affrontato questo problema e in città si stanno registrando casi limite. La lotta dei bar che si trovano porta a porta per ottenere un metro di suolo pubblico in più, è eclatante. Per non parlare del proliferare di gioiellerie e negozi d’antiquariato in un mercato che appare saturo. «Se un piano commerciale fosse attuato – ha spiegato Franco Di Salvo, presidente dell’associazione “Porta Catania” – si potrebbero prevedere, per esempio, dieci pizzerie. Se si aprissero 15 attività del genere l’anomalia sarebbe evidente». Nel frattempo, proliferano i
permessi per aprire questa o quell’altra attività e si predilige sicuramente il corso Umberto. Ma sarà vera gloria? La crisi di quest’anno ha fatto immediatamente scattare la protesta. Nei giorni scorsi i commercianti della via Luigi Pirandello hanno raggiunto l’aula consiliare, con tanto di cartelli, perché chiedevano udienza da parte del commissario straordinario, Antonio La Mattina. «Certamente, gradiremmo – ha sostenuto Dario Sgrò, uno dei maggiori commercianti di quella
parte di Taormina – che qualche bus dei visitatori “mordi e fuggi” arrivasse nella zona di via Pirandello, che è morta dal punto di vista commerciale». Ma la situazione commerciale di Taormina non è delle più rosee neanche in altre zone. La via Teatro Greco, anche se in effetti di mattina rappresenta un percorso obbligato per raggiungere l’area storica, alle 18 sembra un deserto per gran parte dell’anno. Stessa cosa per la zona della via Calapitrulli oppure le piazzette confinanti. Ma non è da grandi numeri neanche la situazione per tutto il corso Umberto.E’ risaputo che nell’area di piazza Duomo, infatti, il «coprifuoco» inizia sempre nel tardo pomeriggio. Se la distribuzione degli arrivi dei bus fosse modificata, dunque, la coperta risulterebbe troppo stretta per un paese che è cresciuto dal punto di vista commerciale, probabilmente, a dismisura e che adesso sta sentendo una battuta d’arresto dovuta a una crisi generalizzata e al fatto che gli arrivi di forestieri, in fine dei conti, sono rimasti quelli di anni fa, visto che un milione sono le presenze turistiche e di uguale entità si può considerare il flusso dei visitatori occasionali. Il problema sollevato dai commercianti della va Pirandello andrebbe, dunque, inquadrato in quel complesso Taormina che può sopravvivere solo ed esclusivamente se si porranno paletti a un andazzo che rischia di fare andare nel collasso un sistema commerciale e che realmente è tenuto a galla da tre mesi di grande caos ma che poi deve confrontarsi con il buio totale dei mesi invernali ed oltre.

Leave a Response