“L’Unione dei Comuni snobba gli immigrati”

S. TERESA DI RIVA – “I Comuni jonici snobbano i problemi e le esigenze degli immigrati. E lo scarso interesse è palesato dall’assenza degli amministratori invitati a questa riunione”. Il monito è stato lanciato dai responsabili dell’associazione “Penelope”, Giuseppe Bucalo e Antonella Casablanca, promotori di un incontro con le istituzioni, nei locali di Villa Ragno, per discutere il rafforzamento delle attività destinate agli immigrati che risiedono nei paesi dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche e dei Peloritani (vale a dire da Scaletta  a S. Alessio). Il tutto passerebbe attraverso il potenziamento dello sportello “Itaca”, già in funzione, gestito dalla “Penelope”. Alla riunione si sono presentati gli immigrati. Per quanto riguarda gli amministratori, è intervenuto solo il presidente del Consiglio dell’Unione, Nino Muscarello, il quale ha stigmatizzato l’atteggiamento di superficialità dei Comuni che hanno disertato l’incontro, sostenendo che “tale atteggiamento trova probabilmente radici nello scarso interesse  dimostrato dai politici verso i problemi di coloro che non hanno un peso elettorale”. Lo stesso Muscarello si è impegnato a promuovere un ulteriore incontro con la Presidenza dell’Unione per   verificare la disponibilità dell’Ente ad aderire alla proposta avanzata dall’associazione Penelope, contenuta in un progetto che sarà sottoposto al vaglio di tutti e 18 i comuni dell’Unione. Il presidente dell’associazione Penelope, Giuseppe Bucalo e la responsabile del centro “Itaca” di S. Teresa di Riva, Antonella Casablanca, nel corso della riunione hanno a più riprese affermato che “il tema dell’integrazione interculturale può e deve essere trattato a livello comprensoriale, anticipando  la tendenza della normativa nazionale che individua nei comuni i referenti principali nella gestione dei fenomeni migratori”. I due hanno inoltre mostrato i dati di una recente ricerca svolta nei Comuni del comprensorio.  “E’ evidente – affermano Bucalo e Casablanca – il ritardo culturale degli uffici pubblici che appaiono del tutto impreparati ad accogliere e decifrare le domande di aiuto che provengono dai cittadini migranti. Non a caso dalla ricerca emerge che la stragrande maggioranza degli addetti dei comuni si sono rivolti (o si rivolgono in maniera regolare) al centro “Itaca” ogni qualvolta hanno dubbi o sconoscono la normativa di riferimento da applicare”. Gli immigrati, dal canto loro, hanno fornito uno spaccato della loro condizione di vulnerabilità:  diritti e di garanzia di servizi di mediazione linguistico-culturale, disbrigo pratiche, inserimento nel mondo del lavoro, accompagnamento ai servizi sociali e sanitari…

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