Antillo e Casalvecchio, la differenziata non va

ANTILLO – Antillo e Casalvecchio, i due centri della Val d’Agrò che si sono visti assegnare da Legambiente la “maglia nera” nella differenziazione della spazzatura in provincia di Messina, non ci stanno e passano al contrattacco. Certo non è stata una bella pubblicità quella ricevuta dai due comuni jonici, che all’improvviso sono finiti sui principali media regionali al fianco di altri quattro comuni dell’isola: Vicari e Ustica in provincia di Palermo, Palagonia in provincia di Catania e Carlentini in quella di Siracusa. Tutti con lo stesso poco edificante primato: non aver avviato alcun percorso per la raccolta differenziata dei rifiuti. Ma a sentire i due primi cittadini, Onofrio Santoro e Antonio Di Ciuccio, questi dati, in un caso, non risponderebbero al vero, nell’altro non possono essere attribuiti alla responsabilità dell’amministrazione comunale. Da Casalvecchio fanno sapere che la percentuale di raccolta differenziata sul totale della spazzatura prodotta sarebbe vicina al 15%. E’ possibile che Legambiente nella raccolta delle statistiche abbia utilizzato quelle fornite dalle varie società d’ambito siciliane. E non essendo Casalvecchio ancora transitato sotto la gestione dell’Ato Me4, per errore potrebbe essere stato assegnato un generico “0%”. Questa rimane comunque un’ipotesi. Ad Antillo, invece, i dati forniti da Legambiente sarebbero vicini alla realtà dei fatti, anche se le colpe dal Comune vengono subito scaricate sull’Ato. Poche, e per giunta mal collocate sul vasto territorio antillese, vengono considerate le “campane” per la differenziata posizionate in paese della società d’ambito con sede a Trappitello. Ad Antillo rincarano la dose dichiarandosi scontenti del servizio ricevuto sino ad ora. Maggiore chiarezza, comunque, la si avrà a breve, quando nei 22 Ato dell’isola arriveranno gli ispettori dell’Arra, l’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, che avranno il compito di verificare le eventuali inadempienze sulla raccolta differenziata. Sul tema del riciclaggio dei rifiuti si dovrà lavorare però ancora molto. Dal 2000 a oggi la media regionale di differenziata è cresciuta ma non di molto, passando dal 2 al 10%. E pensare che l’obiettivo dichiarato per il 2018 è del 60%.

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