Furci. Affidata la gestione dell’Oasi S. Antonio

FURCI SICULO. “Nel porgervi gli auguri di una Santa Pasqua, in questa notte straordinaria per i Cristiani, voglio annunciarvi che l’Oasi S.Antonio è stata ultimata ed ha ottenuto i relativi collaudi: nei giorni scorsi è stato firmato il contratto di locazione con la ditta che provvederà ad arredare le camere ed entro giugno l’opera sarà inaugurata”. Con la voce rotta dall’emozione, padre Salvatore Sinitò ha voluto dare nel corso della Messa di mezzanotte la notizia del completamento dell’opera (dopo 30 anni di complesse vicissitudini e continui stop ai lavori), ideata ed avviata dal suo predecessore, don. Francesco Donsì. L’immenso stabile che sorge in via dei Cipressi, a monte del centro abitato, è stato dato in locazione alla cooperativa Comunità e servizio, presieduta da Santino Mascena, proveniente dalle fila dell’Azione cattolica e da lustri impegnato nel sociale. L’ ”Oasi S. Antonio”  potrà contare su trentanove alloggi che possono ospitare fino a 65 persone e sorge su un terreno di 1400 metri quadrati. I locali sono stati benedetti il 9 dicembre del 2006 dall’arcivescovo emerito di Messina, mons. Giovanni Marra, alla vigilia del suo commiato dalla comunità diocesana. Padre Salvatore Sinitò, titolare della parrocchia S. Maria del Rosario è anche il presidente dell’associazione «Oasi S. Antonio – Casa albergo per anziani onlus», l’anima della casa albergo per anziani costituita da un insieme di alloggi raggruppati in unità residenziali e dotati di tutti i comfort. Sono stati previsti una grande sala da pranzo, una sala per le riunioni, conversazioni e giochi; un bar, un ambulatorio, uffici amministrativi e l’alloggio per il custode. Nel piano cantinato sorgono il laboratorio, gli spogliatoi per il personale e la lavanderia. La Casa albergo per anziani è stata costruita con le offerte dei fedeli (c’era chi donava a padre Donsì, che di quell’opera fece il suo principale scopo di vita,  un’intera pensione o stipendio all’anno), ma anche con un finanziamento regionale ed un contributo della Curia. Padre Salvatore Sinitò nell’ultimo lustro ha rimesso in moto un iter che si era inceppato portando a compimento l’opera, che ai più sembrava destinata a rimanere un’incompiuta. Sui contenuti del contratto sia il parroco, padre Sinitò, quanto il presidente della cooperativa “Comunità e servizio”,  Santino Mascena (i due firmatari) hanno preferito, almeno per il momento, mantenere il riserbo “per evitare strumentalizzazioni”. “Il mio compito – ha precisato il sacerdote – è finito con il completamento ed il collaudo dei lavori…”.

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