S. Teresa. Chieste dimissioni presidente Ccn

S. TERESA DI RIVA – L’hanno definita la domenica più lunga del presidente del Consorzio dei commercianti. Nel corso dell’assemblea, che ha avuto luogo nell’aula consiliare, sono state chieste le dimissioni di Nino Rifatto, da appena un anno alla guida del Centro commerciale naturale. Alla riunione hanno partecipato una trentina di soci su 50. I toni si sono presto accesi. Nel mirino quanto sin qui realizzato e, soprattutto, quanto non sarebbe stato ancora compiuto per rilanciare il settore. La replica di Rifatto è stata immediata e  perentoria: “Lo Statuto del Consorzio – ha esordito – non prevede la sfiducia del presidente, destinato a rimanere in carica per tre anni, e comunque non ho alcuna intenzione di dimettermi. Vado avanti  per portare a compimento il progetto avviato lo scorso anno. Inoltre – aggiunge Rifatto – a chiedere che me ne vada sono solo quattro componenti su dieci del direttivo, vale a dire una minoranza”. Il presidente dei commercianti santateresini si dice “soddisfatto del lavoro svolto nel primo anno di mandato” ed elenca una serie di iniziative che vanno dall’isola pedonale all’animazione durante le festività natalizie; dal prolungamento dell’apertura serale dei negozi alla manifestazione realizzata sulla scia della Notte bianca, ad agosto. “E’ vero che sono stato eletto lo scorso anno – sottolinea Rifatto – ma in realtà ho avuto a disposizione solo sei mesi per lavorare. Non credo si potesse fare di più”. Con toni poco velati, il presidente punta, infine, l’indice contro la politica: “Sono convinto che parte delle polemiche che rischiano di minare la stabilità dell’associazione siano  legate a fattori politici. Sarebbe davvero un peccato vedere svanire un progetto di rilancio e sviluppo del settore trainante del paese per questo motivo”. Adesso si attendono i bandi dell’assessorato regionale alle attività produttive per gli incentivi ai commercianti. Inoltre, l’assemblea ha deciso di nominare dei rappresentanti dei commercianti di ogni quartiere, non previsti dallo Statuto, per redistribuire gli incarichi e le rappresentanze anche all’interno del direttivo. Una sorta di tregua, insomma, in virtù della necessità di non perdere tempo prezioso anche in considerazione della crisi che attanaglia i commercianti. Dal nuovo gruppo di lavoro che sarà nominato dall’assemblea, gli operatori si aspettano azioni concrete che rilancino il Consorzio e le aspettative di quanti ci hanno creduto e, forse, sono rimasti un po’ delusi.

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