S. TERESA RIVA, UN PAESE NELLA MORSA DEL CEMENTO

Dal prof. Santo Trimarchi  riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera aperta indirizzata agli amministratori di S. Teresa di Riva.

“Cari consiglieri ed amministratori mi sento di rivolgervi un  appello accorato come ultima speranza di salvare il nostro paese da un ulteriore ammasso di cemento che comprometterebbe in modo definitivo la qualità della vita nostra e di tutte le generazioni future. Mi riferisco alla lottizzazione denominata “Parco Verde” riguardante la proprietà dell’onorevole Salvatore Ragno, parallela alla via Sparagonà. Non intendo entrare nel merito delle caratteristiche tecniche e tipologiche dell’insediamento edilizio, immagino giuridicamente corrette, perché non sono un esperto e mi fido della CEC, autorevolmente rappresentata da stimati professionisti, ma mi preme, da semplice cittadino, preoccupato delle sorti del proprio paese, esprimere qualche considerazione e sollecitare ad una valutazione ponderata del consiglio comunale, organo sovrano e responsabile della deliberazione finale.

Innanzitutto voglio far rilevare che la lottizzazione in questione ricade nella  zona di Sparagonà, già satura di fabbricati enormi, che l’hanno trasformata in un’area socialmente a rischio, dove mancano gli spazi necessari per una vivibilità decente per bambini, giovani ed anziani. Inoltre la viabilità è piuttosto precaria in quanto grava su un’unica arteria, alquanto trafficata ed intasata a tal punto di parcheggi irregolari, in particolar modo in estate, da causare ingorghi frequenti, considerando anche il restringimento del sottopassaggio ferroviario. E’ opportuno ricordare che, quando piove, la via diventa un impetuoso fiume destinato ad alimentarsi ulteriormente con la prevista cementificazione e provocare danni imponderabili. Infine c’è da rilevare che l’insediamento edilizio priva il territorio, particolarmente urbanizzato, non solo di un polmone verde, oggi di immenso valore per la salute dei cittadini, come possiamo apprendere dalle esperienze di altre città e dalle note di eminenti sanitari, ma di forme alternative di insediamento efficaci per il benessere di tutta la comunità. Così la nostra cittadina spreca un’altra occasione di salvaguardare le risorse naturali ed ambientali, potenziali elementi di valorizzazione sociale e turistica, per guardare a benefici immediati senza alcuna responsabilità nei confronti dei nostri nipoti e senza rispetto della natura, ormai tanto deturpata da minacciare la stessa esistenza. Sono consapevole dei legittimi interessi dei proprietari ma occorre sempre che amministratori accorti e moralmente saldi sappiano trovare il modo di far prevalere il bene comune, al di là delle logiche politiche e degli interessi di parte, in nome di una dignità umana che non va mai svenduta e che sappia coltivare valori alti per mantenere la speranza e la fiducia dei propri concittadini. Oggi che il nostro territorio sopporta le ferite, dovute alla mancanza del piano regolatore, a causa di un passato politico miope, senza progettualità e centrato sull’ordinaria amministrazione è il tempo del riscatto per rappresentanti consiglieri coscienti, critici e senza appartenenze parziali, che hanno lottato per mettersi al servizio della propria cittadina e sono attenti ai bisogni essenziali della loro comunità. Gradirei che queste parole non fossero strumentalizzate ai fini politici o alle battaglie personali, ma lette e accolte solo come l’espressione del desiderio di salvaguardare quel poco di zona verde che rimane come il bene comune di tutti”.

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