Medici dell’Ausl 5 proclamano stato d’agitazione

I medici di Medicina generale (assistenza primaria, continuità assistenziale ed  emergenza territoriale) dell’Ausl 5 hanno proclamato lo stato d’agitazione per il mancato pagamento delle competenze già maturate. “L’ultimo stipendio – viene sottolineato in una nota del sindacato Snami – è stato pagato il 24 dicembre dello scorso anno e da allora nulla è più pervenuto sui conti correnti dei medici della medicina generale dell’Azienda Usl n. 5 di Messina”.
A guidare la protesta, in prima linea. il dott. Nino Grillo, segretario regionale del sindacato, impiegato presso il Pte di S. Teresa di Riva. “I medici colpiti da questo inusuale ritardo – spiega – sono quelli di base, della continuità assistenziale e dell’emergenza sanitaria della azienda sanitaria locale n. 5 di Messina. Secondo l’accordo collettivo nazionale gli stipendi devono essere pagati entro l’ultimo giorno del mese successivo rispetto al mese di riferimento. Ma le Aziende hanno spesso fatto rientrare nella “normalità” ritardi medi di 8-12 giorni. Questa volta però – sbotta Grillo – il ritardo si sta trasformando in una interminabile agonia. Mentre, infatti, nelle altre province siciliane lo stipendio del lavorato di dicembre è stato pagato più o meno regolarmente nei primi giorni del mese di febbraio, ciò non è accaduto a Messina”.
Le pressioni della base incalzano. E la riposta delle organizzazioni sindacali non si è fatta attendere. E’ giunta attraverso un documento congiunto, firmato dai rappresentanti di Snami, Smi e Fedmed Uil con il quale si proclama lo stato d’agitazione del settore della medicina generale e si comunica “l’interruzione di tutti i tavoli e di tutti i comitati aziendali”. Il segretario regionale Snami, Nino Grillo, sottolinea che “è venuta meno la necessaria serenità dei rappresentanti sindacali impegnati in questi giorni in una serie di incontri aziendali con i funzionari della Usl n. 5 di Messina. Del resto le richieste provenienti dalla base si fanno sempre più pressanti e insistenti. Ci sembrava doveroso prendere una posizione decisa”. Della questione è stato investito anche il Prefetto di Messina, al quale il sindacato Snami ha comunicato lo stato di agitazione. Al rappresentante del Governo e all’assessorato regionale alla Sanità il sindacato ha evidenziato di “riservarsi di attuare ulteriori misure, anche legali”. Rimanendo ovviamente in attesa di risposte concrete in merito al pagamento delle spettanze rivendicate dai medici.

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