Taormina. Test su pillola antitumore al seno

TAORMINA – Una pillola di metformina al giorno potrebbe rappresentare la salvezza dal tumore al seno. Per la prima
volta al mondo, nell’ospedale “S. Vincenzo” della cittadina balneare, si sperimenterà la reale efficacia di una molecola,
comunemente usata per combattere il diabete, che rappresenterebbe una delle cause scatenanti dei tumori. «In sostanza, combattendo un’alta percentuale di glucosio nel sangue – ha spiegato Paola Muti, direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena di Roma – si può fare in modo di evitare l’incidenza del tumore al seno». Il progetto di studio vedrà in prima linea tutte le donne sane che vorranno sottoporsi a questa cura preventiva. Si conta di poter disporre, al nosocomio di contrada Sirina, di almeno duemila donne disposte a seguire rigorosamente il protocollo imposto dai medici. Il gioco vale la candela, se si pensa che si potrebbe prospettare l’ipotesi di avere ridotta al minimo, magari, la probabilità di essere malate di tumore in una delle zone più delicate del corpo. «Le donne saranno comunque scelte secondo rigidi parametri – ha spiegato il medico del reparto di oncologia medica del presidio taorminese, Rosario Blandino -; lo studio, inoltre, prenderà a campione anche delle donne alle quali saranno somministrate pillole placebo. Neanche i medici sapranno, comunque, a quali di queste volontarie non sarà somministrata la molecola. In questo modo si potrà verificare il reale effetto del farmaco somministrato. In ogni caso, tutti i dati saranno inseriti in un computer che darà alla fine dello studio l’esatto quadro di quanto accaduto». Lo studio si annuncia lungo e difficile. In ogni caso, i dati raccolti a Taormina saranno confrontati con quelli degli altri centri nazionali interessati. In tutta Italia saranno almeno 16mila le donne che saranno sottoposte al trattamento. Le donne dovranno essere, infatti, di un’età compresa tra i 52 e i 74 anni e con alti livelli di testosterone nel sangue. «Contiamo ha concluso Rosario Blandino – anche nell’apporto e nella sensibilità delle donne che vivono nel nostro territorio. In ogni caso, una volta organizzati, inizieremo ad effettuare la ricerca». Lo studio taorminese potrebbe avere anche riscontri a livello siciliano. «Si tratta – ha affermato dal canto suo Giovanni Blandino, coordinatore della ricerca dell’Istituto regina Elena di Roma – di uno studio particolare e che viene effettuato su un territorio dalla peculiari caratteristiche. Si è registrato al Sud e in Sicilia che il tumore al seno ha una incidenza di un terzo rispetto a quello che accade al nord. In questo territorio, però, si sta registrando un forte aumento. Va dunque attenzionata la situazione e chiarire perché sta accadendo questa trasformazione in peggio. Lo studio potrebbe dare delle risposte anche in questo campo».

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