Disservizi alle Poste, dura nota della Cgil

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota del segretario provinciale Slc-Cgil settore poste, Carmelo Stancampiano, in merito ai disservizi registrati nella distribuzione della corrispondenza sia a Messina che in provincia. “Sentiamo innanzitutto il dovere di chiedere scusa a tutti i cittadini di Messina e Provincia per gli enormi disservizi che si stanno registrando, da diversi mesi, nella consegna della posta. Chiediamo scusa ai tanti che si sono visti tagliare il telefono o la luce, a coloro i quali  sono stati costretti a pagare delle more per le cartelle esattoriali pervenute già scadute, a chi ha avuto  seri problemi relativamente alle comunicazioni del proprio istituto di credito.
Questa assunzione di responsabilità ci deriva, come Slc-Cgil , dall’aver firmato, insieme a tutte le altre organizzazioni sindacali. di categoria e quindi condiviso con l’Azienda Poste,  la riorganizzazione dei settori recapito e logistica. L’obiettivo dell’accordo era quello di rendere più efficiente e di migliorare gli standard qualitativi del servizio, in prospettiva dell’oramai prossima totale liberalizzazione del mercato postale Europeo.
”Premesso che si tratta di una riorganizzazione non facile e complessa da gestire – si legge ancora nella nota –  in quanto modifica l’organizzazione del lavoro di oltre 60.000 persone, è però del tutto evidente, visti i risultati ottenuti in tutto il territorio nazionale, che qualcosa non ha funzionato a dovere.
A Messina, la scure del taglio delle zone di recapito si è abbattuta in maniera pesantissima con la perdita di 59 zone, con un aumento insostenibile dei carichi di lavoro per gli addetti al recapito che, molto spesso, non riescono materialmente a consegnare tutto il corriere giornaliero nel normale orario di lavoro.
Ma se l’eccessivo taglio delle zone è il motivo principale del fallimento in considerazione anche delle caratteristiche orografiche del territorio peloritano, riteniamo altresì che grandi responsabilità ricadano sull’Azienda Poste per come ha gestito sui territori  gli accordi sottoscritti.
”Più una riorganizzazione è difficile, più è necessario, per il buon esito, che i protagonisti  “dell’ultimo miglio”  cioè i dirigenti  che devono attuare le direttive aziendali siano professionalmente preparati.
Ma in Sicilia, l’Azienda Poste continua ad essere gestita con criteri clientelari e lottizzatori – si legge ancora nella nota della Cgil –  che si perpetuano immutati e immutabili da oltre 30 anni. I dirigenti vengono scelti non in base ad una sana e trasparente logica meritocratica, nell’interesse sia dei lavoratori che dei clienti, ma con criteri spartitori e in base alla tessera politico-sindacale che hanno in tasca.
”Ecco quindi le repentine promozioni con salti tripli (da fascia C ad A1 o da fascia D ad A2) in spregio – conclude la nota –  a tutte le regole contrattualmente vigenti che prevedono razionali e progressive crescite inquadramentali.
A chi giova tutto ciò? Non certamente ai cittadini che chiedono solo un loro diritto, quello di ricevere con puntualità la corrispondenza, né ai lavoratori di Poste Italiane spa ma solo a chi continua a considerare la più grande Azienda Pubblica del paese come strumento per acquisire e mantenere consenso.

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