Ato4 rifiuti, verso la riduzione del Cda

Prosegue l’iter per ridurre il Consiglio di amministrazione dell’Ato 4 rifiuti, così come previsto dalla legge, nonostante i ritardi accumulati e le riunioni andate deserte. Il presidente, Leonardo Racco, ha riconvocato per il domani pomeriggio il Consiglio d’Amministrazione. Bisognerà fissare la data per un’Assemblea ordinaria dei sindaci, entro otto giorni. I primi cittadini dei 32 Comuni che vanno da Scaletta Zanclea a Santa Domenica Vittoria saranno chiamati a mettere mano allo Statuto per modificare la parte inerente le nomine del CdA e giungere alla riduzione da sette a tre componenti. L’Assemblea convocata per giovedì scorso nella sede di Trappitello è andata deserta. Senza la modifica dello Statuto, i tre componenti del CdA verrebbero nominati con il sistema vigente: uno dai rappresentanti dei piccoli Comuni, uno da quelli dei centri superiori a 10 mila abitanti (solo Taormina) ed uno dalla Provincia regionale. L’Assemblea, in parole povere, non potrebbe nominare alcun componente mentre nell’attuale CdA ne ha espressi quattro. Intanto il ritardo si accumula. C’è già chi parla, in seguito al tergiversare, di un possibile commissariamento da parte della Regione, per l’applicazione della normativa che prevede il ridimensionamento dei Consigli d’Amministrazione degli Ambiti territoriali. Il presidente Leonardo Racco non vuol pensare a tale ipotesi. Anzi, in questa fase ritiene che non ci sia questo rischio.
«La procedura adottata – spiega – è quella esatta. Spero solo che la situazione si normalizzi nel più breve tempo possibile. Ho convocato l’Assemblea straordinaria dei sindaci per la tanto agognata riduzione il 22 gennaio, ma non ha avuto luogo. Nel contempo – prosegue – ho chiesto lumi all’Agenzia regionale dei rifiuti per meglio comprendere modi e tempi per giungere al dimezzamento del CdA. Dall’Agenzia ci hanno risposto che, a loro volta, hanno chiesto un parere all’Ufficio legislativo della Regione Sicilia. Ancora non abbiamo ricevuto notizie».
Il presidente Racco ha infine sottolineato che si sta puntando ad eliminare la certificazione del Bilancio, non obbligatoria per società non quotate in borsa. Oltre ai revisori dei conti, infatti, vi è una società esterna che certifica gli esercizi finanziari, per un costo che ammonta a circa 15 mila euro l’anno. «Soldi – sottolinea il presidente dell’Ato 4 – che possiamo benissimo risparmiare».

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