Fiumedinisi. Un abbraccio atteso 63 anni

FIUMEDINISI – Una cerimonia semplice ma ricca di risvolti umani tra lacrime e grandi emozioni, quella svoltasi ieri pomeriggio per accogliere Maria Proietti, la 78enne che 63 anni fa durante la seconda guerra mondiale salvò la vita al soldato fiumedinisano Domenico Parisi, 88 anni, braccato dai soldati tedeschi a Carbognano, piccolo centro vicino a Fabrica di Roma, nel Viterbese. All’entrata del paese, in contrada Lottera, c’erano ad attendere l’ospite il sindaco di Fiumedinisi , l’on. Cateno De Luca, fasciato con il tricolore, assessori e consiglieri comunali, il parroco don Giuseppe La Speme, il comandante dei carabinieri la Compagnia Messina sud Manuel Scarso, i vigili urbani, i bambini delle scuole elementari, la banda musicale e una folta rappresentanza di fiumedinisani . La signora Proietti è arrivata in compagnia del marito e della figlia, del sindaco Giuseppe Palmeggiani di Fabrica di Roma e del vicesindaco. Appena ha toccato la terra nisana un prolungato applauso per la signora Proietti, visibilmente commossa e un po’ smarrita per la calorosa accoglienza immortalata dalle telecamere e dai flash ininterrotti dei fotografi. Il silenzio è calato, come suggello del significativo momento, quando Domenico Parisi e Maria Proietti con passo deciso si sono diretti l’uno verso l’altro. Pochi metri e poi tra il ‘’soldatino’’ e la ‘’bambina’’ l’abbraccio atteso da 63 anni, che ha coinvolto i presenti in un vortice di profonde sensazioni esplose con scroscianti applausi. Sui volti della Proietti, con accanto il marito, Enzo Santori e di Parisi con la moglie Angela Marino, sono venute giù lacrime a stento trattenute. Forti emozioni che hanno sottoposto a dura prova le pulsioni del cuore dei due anziani, rimasti per tutta la durata della cerimonia l’una accanto all’altro. E tra i singhiozzi si sono parlati, bisbigliato, con il capo appoggiato sulle spalle e tenendosi stretti per mano per evitare di ‘’perdersi’’ tra la folla. ‘’Appena ti ho vista – ha detto Parisi – ti ho riconosciuta tra tanti. Mi sei rimasta nella mente bambina ma il viso non mi ha tradito, i tratti sono rimasti quelli di una volta. Ricordo quando in quella grotta-rifugio mi portavi da mangiare rischiando la vita. E poi – ha detto Parisi con voce flebile – come non ricordare l’accoglienza nella casa dei tuoi genitori, trattato come un figlio. Grazie, grazie Maria. Ho sperato tanto di incontrarti, ho pregato e Dio ha esaudito il mio desiderio’’. Maria Proietti, occhi lucidi e con voce rotta dall’emozione, ripercorre con nostalgia quel periodo quando, fagottino sotto un braccio, e a perdifiato, raggiungeva l’anfratto per sfamare quel soldatino siciliano con gli occhi pieni di paura. ‘’Erano tempi difficili – rammenta la signora Proietti – ma a casa racimolavano qualcosa per Domenico. Se avevo paura? Sì, perché i  tedeschi erano un po’ dappertutto e a caccia dei soldati italiani. Se lo rifarei? Certo che sì, perché non si poteva lasciare in abbandono quel ragazzo’’. Il corteo poi con in testa il gonfalone del comune di Fimedinisi, i bambini delle elementari e accompagnato dalle note della banda musicale ha raggiunto il monumento dei Caduti. Qui altro momento significativo con l’intonazione dell’inno nazionale, cantato anche dalla signora Proietti e dal signor Parisi. Poi i due con le autorità civili e militari si sono diretti nella palestra comunale dove gli scolari hanno recitato alcune poesie inneggianti la Patria e la libertà. E’ seguita la riunione straordinaria del consiglio comunale alla presenza del primo cittadino Cateno De Luca al termine della quale è stata conferita la cittadinanza onoraria a Maria Proietti in segno di riconoscenza per aver salvato dai campi di concentramento e, forse, dalla morte il soldatino fiumedinisano. Una storia di solidarietà d‘altri tempi che ha coinvolto ed emozionato l’intero paese venuta alla luce casualmente lo scorso settembre quando la Banda musicale di Fiumedinisi si recò a Fabrica di Roma. La Proietti venne a conoscenza della presenza della delegazione nisana e si recò in municipio dove incontrò il sindaco De Luca al quale chiese notizie di Domenico Parisi, che aveva conosciuto 63  anni addietro. I primi cittadini di Fabrica di Roma e Fiumedinisi si attivarono per farli incontrare. E ieri, quello che sembrava solo un racconto deamicisiano, è diventato realtà. Adesso Parisi ha promesso, nonostante le precarie condizioni di salute, di essere pronto per affrontare il viaggio in terra laziale per ricambiare la visita.

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