Taormina. Rapina in banca, 2 custodie cautelari

TAORMINA – I carabinieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di due giovani, Alberto Bonaccorsi e Danilo Carchiolo, che sarebbero coinvolte nella rapina messa a segno lo scorso  2 gennaio presso la banca Antonveneta di piazza Santa Caterina, in pieno centro storico a Taormina. I primi risultati erano giunti già dopo ventiquattro ore, quando i carabinieri del nucleo operativo, rintracciarono ed arrestarono un giovane di Belpasso (Alberto Bonaccorsi,  di 22 anni), ritenuto l’autista della hiunday getz impiegata per la fuga. Nei suoi confronti, il gip del tribunale di Messina, Massimiliano Micali, su richiesta del pm Antonino Chillemi che coordina le indagini per competenza territoriale, ha emesso adesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere ritenendo confortante il quadro accusatorio nei suoi confronti. Bonaccorsi, per effetto di tale provvedimento, rimane recluso presso il carcere catanese di piazza Lanza. Il gip Massimiliano Micali, su richiesta del pm Antonino Chillemi, ha emesso adesso una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Danilo Carchiolo, 20 anni, anch’egli catanese, figlio del formale intestatario del veicolo  che di fatto era a lui in uso nelle ore precedenti la rapina. Su quell’episodio i carabinieri indagano ancora, alla ricerca di nuovi sviluppi investigativi.  Sull’autovettura sono ora in corso gli accertamenti dei tecnici del Ris di Messina. All’atto del rinvenimento, l’auto si presentava infatti con il motore ancora caldo, regolarmente chiusa a chiave e con l’allarme inserito. Questi particolari, uniti alla presenza di oggetti di pertinenza del giovane proprietario del mezzo, avevano indotto i militari del nucleo operativo della Compagnia di Taormina ad approfondire gli accertamenti sulla sua posizione. Infine, la circostanza che la denuncia di furto dell’autovettura fosse stata presentata solo nel pomeriggio di quel 2 gennaio, diverse ore dopo il presunto furto e, comunque, dopo il fallimento del colpo in banca, ha ulteriormente attirato l’attenzione dei militari dell’Arma in merito al presunto coinvolgimento del giovane.
Il 2 gennaio scorso, lo ricordiamo, un giovane a volto scoperto, armato di taglierino, aveva fatto irruzione all’interno dell’istituto di credito facendosi consegnare dagli impiegati oltre ventimila euro, contenuto all’interno delle casse. Ma i malfattori non avevano tenuto conto delle “mazzette civetta”, che macchiavano di inchiostro indelebile tutte le banconote, e che sono esplose mandando il malloppo letteralmente “in fumo”. Inoltre non avevano tenuto conto del tempestivo intervento dei carabinieri che di fatto ha tarpato le ali alla fuga.

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