Leonardi: “La navigazione nello Stretto è a rischio”

MESSINA – Durante la cerimonia per ricordare l’anniversario della tragedia del Segesta Jet, il presidente della Provincia, Salvatore Leonardi, ha, nel suo intervento, “reso l’omaggio della città e dell’intera provincia alle quattro vittime del disastro”, rinnovando la solidarietà ed il cordoglio ai familiari.
“Tuttavia” – ha sottolineato il presidente Leonardi – “affinché la loro morte non sia un vano sacrificio, occorre rimuovere le cause che hanno determinato il disastro e creare condizioni di assoluta sicurezza in un tratto di mare tra i più trafficati del mondo”.
“Altri, domani” – ha continuato il presidente – “in altra sede, avranno modo ed occasione di approfondire il tema e registrare quali miglioramenti sono intervenuti, se sono intervenuti, nel sistema di sicurezza della navigazione sullo Stretto. Devo, però, quale testimone diretto di molteplici riunioni, aggiungere che il piano per uno Stretto più sicuro ancora non è decollato; molti nodi devono essere sciolti e, non vorremmo che, riunione dopo riunione, debbano passare altri anni prima che sia attivato un sistema capace di  ridurre i disastri marittimi: ben 44 collisioni negli ultimi cinquant’anni, mediamente, quasi uno l’anno”.
“Non si può ulteriormente attendere” – ha aggiunto Leonardi – “dalle tabelle di armamento, alle regole di navigazione, i problemi sembrano risolversi per poi riprecipitare al punto di partenza, alla riunione successiva; la salvaguardia della vita umana è un obbligo imprescindibile dello Stato e non si può ignorare che non sia stato adottato, né da RFI né dal Ministero dei Trasporti, alcun serio provvedimento per garantire un efficiente ed economico servizio di trasporto. Anzi – ha concluso Leonardi – l’attuale servizio ha corso il rischio di un ulteriore arretramento evitato solo per la forte e decisa reazione degli utenti e delle istituzioni locali e per il provvido  inserimento di un nuovo vettore che ha consentito di mantenere dei livelli qualitativi, seppure lontani dagli standard ottimali”.

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