La frazione di Scifì vuole aggregarsi a S. Alessio

FORZA D’AGRO’ – Nei locali del saloncino municipale di Scifì, è stato costituito il comitato “Pro-Scifì”, avente lo scopo di “svolgere ogni attività idonea e funzionale al distacco della frazione Scifì dal comune di Forza d’Agrò ed aggregazione al comune di S. Alessio Siculo ai sensi della L.R. 30/2000”.
Al Comitato hanno già aderito circa novanta cittadini ed altre adesioni si attendono nei prossimi giorni. La sua composizione è completamente trasversale ed autonomo rispetto alle forze politiche attuali. I fondatori del comitato, presenti alla riunione del 12 gennaio, hanno anche individuato un consiglio direttivo e tre portavoce.
Il consiglio direttivo sarà formato da: Filippo Brianni, Salvatore Lombardo, Vera Russo, Salvatore Garufi, Massimo Cacopardo, Daniele Marrone, Filippa Cicala e Santino Guerrera. A conferma della trasversalità, nel direttivo sono presenti componenti di tutti gli schieramenti politici, anche contrapposti.
I portavoce sono: Filippo Brianni, Salvatore Lombardo e Vera Russo.  Il Comitato “Pro Scifì” si pone sulla scia della petizione popolare (che si allega) sottoscritta alcuni anni fa da circa 220 abitanti di Scifì, in cui si chiedevano interventi urgenti per garantire quanto meno i servizi minimi alla frazione Scifì; interventi che, purtroppo, non ci sono stati.
Dopo un ampio dibattito che per mesi ha interessato la frazione, si è giunti alla conclusione che è divenuto indispensabile (se pur da solo non sufficiente) per Scifì, ricominciare da una determinazione razionale e naturale dei propri confini territoriali, attraverso l’accorpamento al comune di S. Alessio Siculo, eliminando la forzatura istituzionale costituita da un anormale dipendenza da un comune territorialmente e socialmente distante come Forza d’Agrò.
Nei fatti, Scifì costituisce una sorta di “enclave” che è già nel territorio sostanzialmente pertinente a S. Alessio Siculo, ma istituzionalmente aggregata a Forza d’Agrò, solo per via di un evidente errore in sede di ripartizione del territorio nel 1948, che per 60 anni Scifì ha subito, ed in parte ha anche subito Forza d’Agrò, che, dall’esterno, è identificato geograficamente dai limiti territoriali del centro, senza alcuna considerazione per la distante frazione (che, a titolo esemplificativo, non è citata nemmeno sul sito web istituzionale del comune, né nella storia dello stesso).
I cittadini presenti alla riunione hanno tutti precisato che non si tratta di un’iniziativa “contro” Forza d’Agrò, ma di un’iniziativa tendente a dare a Scifì un armonioso assetto territoriale ed istituzionale.
La scelta di proporre alla comunità il cambio di comune è maturata anche per via del fatto che:
– Nel corso degli anni, soprattutto a seguito della realizzazione della Strada Provinciale 12, Scifì è stata sostanzialmente collegata a S. Alessio Siculo ed ha tenuto rapporti sociali e commerciali più con i centri della riviera (S. Alessio e S. Teresa di Riva in particolare) nonché con quelli vicini della Valle (Casalvecchio  Siculo e frazioni, Savoca e frazioni, Limina) anziché con Forza d’Agrò centro;
– Che la presenza di una frazione territorialmente e socialmente distante ha inciso profondamente e negativamente anche sullo sviluppo di Forza d’Agrò, la cui istituzione municipale è sempre stata chiamata a dover gestire, nella pratica, due diverse comunità, con duplicazione di tutti i servizi ed opere pubbliche e con ingenti costi per fornire quelli (per verità pochi) nella distante frazione Scifì;
– Che molti servizi, se fossero espletati in collaborazione con S. Alessio, potrebbero avere un costo infinitamente inferiore ed un’efficacia decisamente maggiore, come meglio specificato nel documento-petizione prima richiamato;
– Che l’attuale stato di cose determina l’assenza, a Scifì, di servizi e di interventi indispensabili per la sopravvivenza della comunità; si pensi, esemplificativamente, al servizio di guardia medica, visto che i cittadini di Scifì, in caso di malore, devono attendere i tempi del medico di Forza d’Agrò; al servizio scolastico, atteso che già dalla scuola materna, i bambini di Scifì frequentano S. Alessio ma non possono usufruire del servizio di trasporto gratuito, con gravissimi disagi e costi per i genitori; alla caserma dei carabinieri; a tutte le pratiche di pertinenza municipale; ai servizi in genere, che non riescono a raggiungere un grado sufficiente di efficacia, per via della lontananza territoriale tra il centro e la frazione. Il comitato ha anche ritenuto che il sito archeologico di Scifì può trovare uno sviluppo migliore se rappresentato e veicolato turisticamente in un contesto unitario con S. Alessio Siculo, da cui Scifì è anche facilmente raggiungibile, anziché con Forza d’Agrò centro, dove vi è un quadro storico ormai consolidato e differenziato rispetto alla frazione.
Al direttivo del Comitato è stato dato mandato di avviare la procedura prevista dalla legge per l’ottenimento dei pareri dei consigli comunali interessati e l’espletamento del referendum popolare nella frazione Scifì.

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