Estorsioni, a Messina si paga il ”pizzo” più alto

È Messina la provincia in Sicilia in cui il racket tende a imporre alle imprese il pizzo più oneroso. Nel commercio e anche nel campo delle costruzioni. Ma in generale la filosofia a cui gli estorsori s’ispirano, nella regione, è “far pagare poco, far pagare tutti”. Sono due delle conclusioni a cui è pervenuta la ricerca su “I Costi dell’illegalità”, promossa dalla fondazione Chinnici e condotta nell’Isola tra il 2006 e il 2007. Lo studio sarà presentato a Palazzo Steri (Palermo) durante un convegno che si aprirà nel pomeriggio di venerdì 18 (alle 15,30) e proseguirà dalle 9,15 di sabato 19 quando a concludere, a fine mattinata, sarà il presidente del Senato, Franco Marini. Alla due giorni prenderanno parte personaggi di primo piano della scena politica, istituzionale e accademica, del paese. Venerdì sarà il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Francesco Forgione, a tirare le conclusioni dopo gli interventi di Alessandro Pajno, sottosegretario del ministero degli Interni e Ettore Artioli, vicepresidente di Confindustria. A presiedere i lavori sarà il presidente del tribunale di Palermo, Giovanni Bosco Puglisi. Sabato a prendere la parola saranno, tra gli altri, Clemente Mastella, ministro della Giustizia, Luigi Cocilovo, vicepresidente del Parlamento europeo, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il segretario Cisl Raffaele Bonanni, il procuratore aggiunto Guido Lo Forte e Antonio Balsamo, magistrato di Cassazione. L’assise si aprirà con un ricordo di Rocco Chinnici ad opera della figlia Caterina, procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minori di Caltanissetta e vicepresidente della fondazione intitolata al padre. La due giorni ruoterà attorno a una duplice tavola rotonda sui temi dell’indagine, moderata dal direttore di Rainews 24, Corradino Mineo.

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