Guardie mediche, le richieste dello Snami

Il responsabile nazionale continuità assistenziale del sindacato nazionale autonomo Medici Italiani, Giancarmelo La Manna, dopo aver appreso dagli organi di stampa che circolava la notizia di un  accordo tra la parte pubblica e le organizzazioni sindaclai di categoria sulla posticipazione dell’apertura dei presidi nel prefestivo alle ore 12 , chiarisce  “la non  percorribilità  di questa proposta perché l’accordo collettivo nazionale non prevede una riduzione delle ore di apertura delle guardie, in quanto determinerebbe una scopertura dell’assistenza del cittadino che deve comunque essere garantita da altro medico per cui il risparmio oltretutto sarebbe solo virtuale”. Questa ipotesi di risparmio era stata l’unica ipotesi proposta dalla parte pubblica, peraltro con l’aggiunta di altre due ore il cui risparmio  si sarebbe avuto con l’anticipo della chiusura dei presidi sempre nel prefestivo alle 6 del mattino e tutti i sindacati erano stati compatti nell’affermare l’impossibilità di considerazione della stessa poiché in contrasto con le norme che regolano il contratto collettivo nazionale che disciplina i rapporti con i medici di medicina generale e secondariamente, ma non per importanza, perché in quelle ore verrebbe meno la continuità dell’assistenza ai cittadini.
Pertanto si ribadisce che in attuazione del progetto Me.Di.Co. dello Snami, sulla rivisitazione, riqualificazione e potenziamento della Continuità assistenziale , le proposte conclusive del sindaco a fronte del mantenimento di tutti i presidi di guardia medica sono: l’abolizione della guardia medica turistica il cui servizio sarà svolto dalla continuità assistenziale con l’applicazione di un ticket per i cittadini non residenti nella provincia in cui insiste il presidio, che dovrebbe portare ad un’economia di circa 5 milioni di euro; l’esclusione del pagamento del plus orario dal budget della continuità assistenziale e la sua inclusione in quello delle attività distrettuali di riferimento.
In ultima ratio la rinuncia da parte dei medici titolari di continuità assistenziale ad un aumento contrattuale di 2 ore settimanali di plus orario per l’anno 2008 che non dovrà essere considerata dall’assessore se  l’economia derivante  dalle suddette proposte basterà a conseguire il risparmio economico.
Inoltre  lo Snami chiede con fermezza la pubblicazione delle zone carenti di guardie mediche che per inadempienza da parte dell’assessorato alla Sanità ancora oggi dopo circa cinque anni non sono state ancora assegnate,  la medicalizzazione delle ambulanze del servizio 118 che senza medico rappresentano soltanto uno spreco per il sistema sanitario regionale e, alla luce di quanto fino a qui esposto, un immediato incontro con l’Assessore regionale alla sanità e con il governo regionale prima della stesura definitiva del decreto di riordino della continuità assistenziale.
Pertanto lo Snami esorta tutti, medici di continuità assistenziale, sindaci, cittadini e politici,  a tenere alto ancora il livello di attenzione ed è pronto a ridiscendere in piazza  a manifestare contro la chiusura dei presidi, per la tutela dei cittadini e dei medici che aspirano da anni alla riqualificazione e potenziamento del settore che finalmente darà quella  dignità professionale e sicurezza contrattuale ed economica da tempo richiesta.

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