Dal 1. gennaio saranno chiuse 18 guardie mediche

ALI’ TERME – Dal 1. gennaio la Guardia medica di Alì Terme sarà soppressa. Rientra nel piano di dismissione assieme a quelle di S. Teodoro, Roccafiorita, Francavilla, Moio Alcantara, S. Teresa di Riva, Scaletta Zanclea, Condrò, Valdina, Torregrotta, Barcellona-Oreto, Fantina, Falcone, Montagnareale, Reitano, Frazzanò, Caprileone e S. Agata Militello. La scelta di chiusura è scattata in base ai criteri definiti dalla Regione sulla scorta di parametri quali il numero di prestazioni, la distanza dalle altre strutture sanitarie la situazione geografica e anagrafica.
Oltre cento sono i dipendenti in servizio: una sessantina di medici di ruolo saranno trasferiti in altre sedi, mentre quaranta posti di lavoro precario verranno perduti. La notizia della chiusura del presidio di Alì Terme è arrivata inaspettata perché nel primo elenco diramato nei mesi scorsi non figurava tra quelli da chiudere. Come accennato sono stati presi in esame, tra l’altro, il numero di prestazioni per ”premiare” le guardie mediche più attive e lasciarle attivve. Ebbene quella di Alì Terme registra prestazioni per un numero superiore ai 1.500 l’anno mentre altre che non saranno soppresse non raggiungono le 300-500 prestazioni l’anno. Se si parla di cifre, quindi, qualcosa non ha funzionato nel conteggio. Alrimenti non si spiega la chiusura della guardia medica di Alì Terme. Cosa di potrà fare per evitare che il centro termale sia privato del servizio? L’interrogativo lo giriamo alle istituzioni locali, all’amministrazione comunale. Ma bisogna sbrigarsi perché il 1. gennaio è alle porte anche se, probabilmente, la chiusura del presidio slitterà di qualche settimana.

 

Intanto, da registrare una nota del sindacato Snami. ”STutto questo avviene – si legge nella nota –  nonostante il forte diniego da parte dei Sindacati di categoria e dei sindaci,non tenendo conto della diminuzione dei livelli essenziali di assistenza nei territori interessati,comportando un sovraccarico di prestazioni improprie nelle postazione di 118, che non possono per contratto sostituire il servizio di continuità assistenziale, e nei presidi Ospedalieri. Inoltre tutto cio’ comporterà – sostiene lo Snami – una ingente perdita di posti di lavoro a cui aspirano da tempo i medici ormai alla soglia dei 50 anni, per una inadempienza da parte della Regione nella pubblicazione delle zone carenti.
”Pertanto il di categoria continua lo stato di agitazione e proclama per i prossimi giorni una manifestazione a Palermo presso l’Assessorato alla Sanità con la partecipazione dei medici di tutta la Regione, dei sindaci e dei cittadini in difesa del diritto alla salute nei territori dove i presidi di guardia medica sono ormai considerati  centri di riferimento essenziali per la popolazione e dei posti di lavoro”.
Lo Snami, inoltre, non condivide i criteri di scelta che hanno portato all’individuazione delle sedi da sopprimere, forse dettato dagli stringenti tempi imposti dall’Assessorato alla Sanità.

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