Taormina. Mostra di manoscritti a Palazzo Corvaja

TAORMINA – Dopo la pittura siciliana del ‘400, con i due splendidi dipinti di Antonello, l’Annunziata ed il Ritratto di ignoto, presentati l’estate scorsa, il Palazzo Corvaja di Taormina, dal 15 dicembre al 13 gennaio, è nuovamente sede di un altro evento culturale: una mostra di manoscritti che vanno dal 1400 al 1700. L’eccezionale valore culturale della manifestazione, organizzata dal Comune di Taormina e dall’Archivio di Stato di Messina, risiede nell’enorme importanza dei documenti che saranno presentati, quasi tutti inediti, in parte riscoperti fra le carte dell’Archivio Storico Comunale ed in parte provenienti dall’Archivio di Stato. Si tratta di documentazioni relative al territorio di cui Taormina era nel passato il centro più importante e alle persone che in esso sono vissute e agli Enti e istituzioni religiose che vi hanno operato. Ci riferiamo, per esempio, ai Riveli (corrispondenti alle moderne dichiarazioni dei redditi), agli atti delle Curia capitanale, alla ricchissima documentazione delle corporazioni religiose soppresse ed in particolare del Convento di San Domenico, del Monastero di Santa Maria di Valverde, del Convento di Sant’Agostino, della Chiesa Madre; agli atti dei Giudicati Circondariali, delle Regie Preture mandamentali, dell’Ufficio Registro; particolare attenzione va data alle pergamene che verranno presentate, appartenenti ad epoche diverse e conservate oggi presso l’Archivio di Stato di Messina, ed agli atti notarili risalenti al quattrocento. Verranno presentati, infatti, due atti notarili che si riferiscono all’opera pittorica di Antonello da Messina; un atto di quietanza dove viene mostrato che Antonello all’epoca era presente a Messina e non a Venezia come gli Storici dell’Arte ufficialmente sostengono. Verrà, infine, presentato un altro documento manoscritto del 1461 che è l’atto ufficiale con cui il Senato di Messina commissionava l’Annunziata ad Antonello. Questi due documenti, anche se non riguardanti direttamente la storia del nostro territorio, verranno presentati alla mostra-studio per spiegare come, attraverso il documento manoscritto, spesso avvengono le datazioni ma anche le “attribuzioni”, sia nella storia dell’arte, ma più in generale, in tutta la storia.

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