Taormina. Tagli alla sanità, vertice al S. Vincenzo

TAORMINA – I sindaci, gli amministratori, i consiglieri comunali dei 32 comuni del Distretto Sanitario di Taormina si sono dati appuntamento per venerdì 14 dicembre all’ospedale San Vincenzo di contrada Sirina. Tutti insieme saranno protagonisti di un vertice organizzato per protestare contro gli annunciati tagli nei servizi del nosocomio. “Sono interessati nel programma di ridimensionamento – dice il vice sindaco di Taormina, Eligio Giardina – reparti di alta specializzazione come emodinamica ed oncologia ma si parla anche di altri settori. La Regione ha anche ipotizzato un ridimensionamento di cardiologia. Intendiamo difendere – continua – un  ospedale che ha raggiunto una posizione d’avanguardia nel panorama medico del sud Italia e che, per non si sa quali calcoli, si vuole smantellare”. “Una soluzione, quella ideata dall’assessorato regionale alla Sanità – aggiunge il presidente del Consiglio comunale di Taormina, Giuseppe Composto – che gli amministratori di tutti i comuni del nostro comprensorio respingono con determinazione. Per far sentire la voce dei cittadini di questo hinterland, stiamo organizzando – continua – una marcia su Palermo alla quale inviteremo anche i primari dell’ospedale”.
A difesa del San Vincenzo, quindi, sta per partire una vera grande mobilitazione che non è solo un atto politico bensì un progetto che vede interessati quasi 80 mila cittadini residenti che tra l’altro rappresentano, anche, ed i quasi 3 milioni di turisti che ogni anno scelgono le località turistiche del taorminese per le loro vacanze.
“Sono questi i numeri veri, insieme con i dati sulle effettive prestazioni dei reparti di alta specializzazione, che caratterizzano l’attività dell’ospedale. E’ per questo che si sono mobilitati – dice Giardina – tutti gli amministratori dei 32 comuni, gli operatori turistici, i malati che provenienti da tutta la Sicilia ed anche dalla Calabria, hanno trovato a Taormina risposte sanitarie caratterizzate da estrema professionalità e tempestività. Ridimensionare quest’ospedale vorrebbe dire privare una gran massa di cittadini e i milioni di turisti che i nostri comuni ospitano, di presidi sanitari indispensabili in una società moderna”.

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