Messina. Arrestato il boss di Giostra Giuseppe Mulè

MESSINA – I carabinieri del Comando provinciale di Messina in collaborazione con i loro colleghi di Salerno hanno arrestato a Scafati il latitante Giuseppe Mulè, 39 anni, appartenente al clan del quartiere Giostra di Messina. L’uomo era ricercato dallo scorso settembre perché raggiunto da ordinanze di condanne definitive. E’ ritenuto responsabile di fatti di sangue e reati di stampo  mafioso.

Mulè, latitante dall’inizio di settembre scorso, è considerato dagli investigatori uno dei più pericolosi criminali di Messina. Sottoposto a sorveglianza speciale era stato scarcerato su ordine del Tribunale di sorveglianza di Milano e posto ai domiciliari perché ritenuto affetto da Aids. E dai domiciliari era riuscito a fuggire e a far perdere le tracce.

Le indagini avviate dalla Compagnia carabinieri di Messina e coordinate dalla Direzione  distrettuale antimafia della Procura di Messina, hanno portato a ritenere che Mulè avesse trovato rifugio fuori Messina. Nei primi giorni di ricerche sono state eseguite numerose perquisizioni soprattutto a Messina, nel quartiere “Giostra”, considerata la roccaforte del latitante. 
L’attività investigativa dei carabinieri della Compagnia è poi proseguita in Campania. Dopo alcuni pedinamenti i carabinieri hanno scoperto l’appartamento dove Mulè aveva trovato ospitalità. A quel punto è scattato il blit: Mulè, per sottrarsi alla cattura, si è lanciato dalla finestra dell’appartamento dove si rifugiava, collocato al secondo piano di una palazzina ma è stato inutile perché l’uomo è stato bloccato da un maresciallo dei carabinieri di Messina. 
All’interno dell’appartamento sono state identificate altre tre persone: Lucia Cefariello, 38enne, Giuseppe Olivero, 39 anni, e Virginia Carotenuto, 28 anni, tutti di Ercolano che sono stati arrestati con l’accusa di favoreggiamento. La perquisizione domiciliare ha portato poi a rinvenire una pistola Beretta 98FS con la matricola abrasa completa di due caricatori, 2000,00 euro, un documento di riconoscimento falso, nonché materiale che adesso è al vaglio degli investigatori.
I quattro arrestati sono stati condotti nel carcere di Salerno in attesa di essere tradotti in quello di Messina.
L’attività investigativa è stata diretta dal sostituto della Repubblica presso la Procura Distrettuale Antimafia di Messina Rosa Raffa e dal sostituto della Repubblica presso la Procura ordinaria Maria Pellegrino.

Leave a Response