Taormina. La città rende omaggio al sindaco D’Agostino

TAORMINA – La città di Taormina renderà domani mattina l’ultimo saluto al suo sindaco, Carmelantonio D’Agostino, prematuramente scomparso, all’età di 63 anni, nella notte tra mercoledì e ieri. Le saracinesche dei negozi rimarranno abbassate  fino a quando si concluderanno i funerali che saranno celebrati in cattedrale alle 10. Stamani è stata allestita la camera ardente nell’aula consiliare del Comune, al primo piano di Palazzo dei Giurati, quello stesso palazzo che lo ha visto sulla poltrona più ambita per circa un anno e mezzo. Il feretro è stato accolto con il mesto suono delle campane del duomo. A rendere omaggio alla salma una folla contina. Amici amministratori e avversari politici. Tra gli altri il suo  E soprattutto tanti cittadini, distanti dalle beghe della cosa pubblica. Sugli scanni del Consiglio vicino alla bara la moglie Marisa e i figli Mario e Attilio. Accanto al feretro due vigili in alta uniforme. D’Agostino ha potuto svolgere pienamente il suo ruolo di sindaco per un anno. Poi l’avanzare della malattia gli ha impedito di presenziare all’attività amministrativa e dirigerla da vicino. Nel breve periodo in cui ha potuto svolgere le sue funzioni, D’Agostino ha comunque avviato e portato avanti diverse iniziative ed alcune importanti battaglie. Ad esempio ha sensibilizzato le deputazioni nazionali e regionali per tentare di ottenere la riapertura del casinò di Taormina, ed ha preso posizione con fermezza contro il «no» pronunciato in proposito, in Parlamento, dal ministro Giuliano Amato. D’Agostino ha combattuto, sino all’ultimo, ma si è dovuto arrendere al cospetto della mano crudele e beffarda del destino. Ancora quel destino che gli aveva sottratto anni fa in tragiche circostanze il figlio, Roberto, il cui indelebile ricordo è rimasto fortemente vivo e presente nel cuore di tutta Taormina. Un momento molto toccante e simbolico della legislatura di D’Agostino rimarrà la mattinata del 26 aprile scorso, quando il sindaco ricevette in Comune il taorminese Alfio D’Amore, che era partenza a piedi per S. Giovanni Rotondo. Al 65enne devoto di padre Pio, che grazie al Santo aveva superato gravi problemi di salute, D’Agostino affidò una lettera da consegnare a padre Luciano Lotti, dei Frati Cappuccini. «Al podista D’Amore, che si accinge ad intraprendere il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo – scrisse D’Agostino nella missiva – affido le preghiere della città e mie personali, invocando la benedizione e l’intercessione del Santo di Pietrelcina». Con la scomparsa di D’Agostino si determina, secondo le vigenti normative, la decadenza della Giunta cittadina. Rimane invece in carica il consiglio comunale. Nei prossimi giorni, a Palermo, l’assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Colianni, procederà al decreto di nomina per il Comune di Taormina di un commissario straordinario. Sino ad allora sarà comunque operativo il vicesindaco Giardina. Le prossime elezioni amministrative si terranno nella tarda primavera del 2008.
Ieri sera tutta l’assemblea, in presenza della Giunta, ha sospeso e rinviato la seduta che era in programma, commemorando con una breve cerimonia D’Agostino.

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