Taormina. L’ultimo saluto al sindaco D’Agostino

Taormina si è fermata, questa mattina, per l’ultimo saluto al sindaco Carmelantonio D’Agostino. Le saracinesche dei negozi sono rimaste abbassate in segno di lutto. Mentre la cattedrale, chiusa da anni per lavori di restauro, è stata riaperta con una settimana di anticipo per la celebrazione del rito funebre. La giornata si è aperta con la benedizione della salma nell’aula consiliare di Palazzo dei Giurati, dove è stata allestita la camera ardente e dove si sono recati per rendere omaggio al primo cittadino deputati ed esponenti di spicco delle forze dell’ordine: Il prefetto di Messina Francesco Alecci e il questore Santi Giuffrè; i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri Maurizio Stefanizzi e della Guardia di Finanza Decio Paparoni. Ed ancora il vice questore di Taormina Pasquale Barreca, il capitano Domenico Albanese, il comandante dei vigili urbani Agostino Pappalardo, il comandante della Capitaneria Antonino Samiani e il giudice Pino Siciliano. E poi gli onorevoli Briguglio, Currenti, Ardizzone, D’Alia, Ardizzone, Beninati e Francesco Stagno D’Alcontres. Accanto alla cassa i familiari da una parte ed il vice sindaco Eligio Giardina dall’altra. Dietro, due vigili in alta uniforme. Tra gli ultimi ad aver reso omaggio a D’Agostino, gli ex sindaci Mario Bolognari ed Achille Conti.
Alle 10. 25 la bara, con la fascia tricolore poggiata sui fiori, ha lasciato il municipio, portata a spalla da consiglieri e assessori. Un lungo applauso si è levato dall’interno del Palazzo, fino a ad espandersi nel breve tratto del corso Umberto che conduce al duomo. Con passo lento e solenne, accompagnata dalle note della marcia funebre scandite dalla banda, la salma è stata condotta in chiesa. Quella stessa chiesa in cui poco meno di due anni addietro furono celebrate le esequie dell’allora sindaco Aurelio Turiano. Allora era una chiesa agibile a metà, con l’abside chiuso per lavori. Oggi, la cattedrale, era interamente fruibile nella sua maestosità. Il sacro rito è stato officiato dal parroco, padre Cesare Cafeo D’Angiò, che ha iniziato la S. Messa con la lettura di un fax inviato dall’arcivescovo di Messina, mons. Calogero La Piana. Il presule ha espresso la sua vicinanza spirituale e si è unito alla preghiera di suffragio, invocando consolazione per la moglie Marisa e i figli Mario e  Attilio.
Accanto all’altare, sulla sinistra, i sindaci dell’intero comprensorio jonico con tanto di fascia tricolore. Accanto a loro il presidente della Provincia Salvatore Leonardi e il presidente del Consiglio provinciale Lino Monea. Tra i banchi gli assessori e i consiglieri comunali di Taormina. E poi tanta gente che ha affollato la cattedrale e la piazza antistante, dove parecchia gente è rimasta in piedi perché non è riuscita a prendere posto all’interno della chiesa.
Nell’omelia, padre Cesare ha parlato del dolore espiazione del paccato e della fragilità dell’uomo dinanzi ad una società che non dà spazio alla riflessione. Il sacerdote si è poi rivolto direttamente a Carmelantonio D’Agostino: “Grazie – ha detto – per la tua bontà per il tuo essere stato medico ed aver salvato tanti corpi. Oggi tante anime si uniscono alla nostra preghiera”. L’ultimo pensiero il sacerdote l’ha rivolto ai familiari e ai numerosi sacerdotei che hanno concelebrato l’Eucarestia.
Al termine della Messa, il feretro ha attraversato corso Umberto fino a raggiungere via S. Pancrazio e il cimitero comunale dove il sindaco Carmelantonio D’Agostino è stato sepolto accanto al figlio Roberto, morto anni fa in tragiche circostanze.

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