Letojanni. Simulano incidente e vengono arrestati

TAORMINA – I carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato per tentata truffa e danneggiamento aggravato due ambulanti. Con le manette ai polsi sono finiti Giuseppe Restivo, 20 anni, e lo zio Salvatore Restivo, 29 anni, entrambi di Adrano, già noti alle forze dell’ordine. I due, a bordo dell’autovettura Renault ”Kangoo” di proprietà di Salvatore Restivo, dopo aver distrutto intenzionalmente lo specchietto retrovisore esterno sinistro di una Opel ”Corsa” di proprietà e condotta da C.G., 59enne operaio di Sant’Alessio Siculo, avevano simulavano un incidente stradale pretendendo il risarcimento. Ma non gli è andata bene perché la mesinscena è stata interrotta dai carabinieri di Letojanni impegnati in un servizio di controllo del territorio. I due arrestati erano stati rinchiusi nella camera di sicurezza della Compagnia di Taormina in attesa di essere processati con il rito direttissimo. In tribunale gli arrestati hanno ammesso in parte le loro responsabilità: per il giudice la truffa non si è materialmente compiuta e di conseguenza ha deciso la scarcerazione..

 

 

Il sistema truffaldino al quale hanno fatto ricorso i due catanesi non è nuovo. Nei giorni scorsi, infatti, era stato messo in atto da altre persone anche in alcuni paesi del versante tirrenico messinese. Un ”gioco” da ragazzi: nell’incrociare un’altra auto gli rompevano con un colpo di bastone lo specchietto retrovisore, sostenendo poi che anche loro avevano subito il danno. Con gesti bloccavano la ”vittima” pretendendo il risarcimento dell’importo, oscillante tra i 50 e i 100 euro che, spesso, gli veniva concesso per evitare la lievitazione del premio d’assicurazione.Quella dello specchietto è un tipo di truffa oramai in voga, già passato alla ribalta delle cronache nazionali (dai tg alle “candid camera”), per altre operazioni dei carabinieri e da cui il litorale jonico siciliano, messinese e catanese, evidentemente, non è affatto immune. Nel gergo, si deifinisce “truffa dello specchietto” e non è escluso che molti ignari cittadini ne siano stati coinvolti senza neppure rendersene conto. Questo, in sintesi, il meccanismo: la vittima, un automibilista intento a guidare distratto nel traffico cittadino, sente un rumore di vetri infranti. Dopo qualche secondo, si vede raggiunto dall’autista di un’altra automobile, che reclama la rottura dello specchietto retrovisore esterno. La vittima si dichiara sorpresa, non essendosi resa conto di nulla. L’uomo gli mostra lo specchietto in frantumi, spiega che era in sosta sul margine della carreggiata quando, d’improvviso, ha visto l’altra automobile urtare lo specchietto e ridurlo in frantumi. Normalmente, a questo punto, spunta anche un testimone, che avvalora la pretesa del malfattore di ricevere un “sacrosanto” risarcimento. La vittima, a questo punto, ammette l’errore e, pur di non affrontare le conseguenze di una denuncia all’assicurazione, si dichiara disposta a corrispondere per le vie brevi la somma risarcitoria: cinquanta, cento, in qualche caso addirittura duecento euro. La preda prescelta dai malfattori sono le categorie ritenute più “deboli”: donne, anziani, persone distinte e a modo. E se il presunto “pollo” si accorge del tentativo di frode? la soluzione è rinunciare a tutto, far finta di niente e darsela a gambe, facendo perdere le proprie tracce prima che arrivino i carabinieri.   Questa volta, però, i militari dell’arma sono arrivati per tempo e, anche grazie alla prontezza di riflessi della vittima, hanno smascherato una coppia di truffatori d’eccezione arrestati ieri dai militari della stazione carabinieri di letojanni e sospettati di aver commesso altri reati del genere sul litorale jonico messinese.

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