Referendum. L’on. De Luca: ”Tradito pure dagli amici”

PALERMO – A qualche ora dalla fine della conta delle firme, circa 85.500 mila, l’on. Cateno De Luca ha diffuso un comunicato stampa nel quale vengono evidenziate pressioni e tradimenti per affossare la proposta referendaria contro i privilegi della casta politica. E più esattamente contro l’accumulo di incarichi istituzionali da parte dei deputati regionali. Come abbiamo già riferito, il referendum non si farà perché il quorum necessario è di 90.300 firme. “Non mi aspettavo il tradimento – dice De Luca –  di sei colleghi parlamentari, ingannati come me dai pupari d’aula, che avevano già avviato la raccolta delle firme nelle rispettive province e non le hanno depositate ai vari comuni per le relative certificazioni elettorali, illudendomi fino all’ultimo momento che avrebbero mantenuto l’impegno d’onore assunto nei miei confronti. Mi ha tradito – continua l’On. De Luca – anche il mio collega di partito Nunzio Maniscalco, che non solo si è limitato a consegnare circa 700 firme, ma ha anche rallentato l’attività di raccolta avviata in varie Province da alcuni amministratori locali venendo meno ad un impegno concordato con il segretario nazionale del partito sen. Rotondi. Le pressioni del presidente Micciché e dei cecchini dell’UDC – continua l’On. De Luca – esercitate su vari parlamentari e consiglieri comunali di Palermo, hanno sortito l’effetto sperato dall’intera Casta politica regionale ed hanno graziato alcuni onorevoli lacché del presidente Cuffaro e dello stesso Micciché.
”Ritengo – prosegue l’On. De Luca – che l’Assemblea regionale modificherà l’indegna norma varata l’8 di agosto dopo le prossime elezioni amministrative del 2008, consentendo così agli Onorevoli lacché di fare contemporaneamente anche il presidente di Provincia per come confermato da qualche Onorevole trombone di Caltanissetta, che è costretto a fare il cecchino per far sentire le sue note stonate e guadagnarsi così la candidatura a presidente della Provincia alle amministrative del 2008.
Sono fermamente convinto – conclude l’On. De Luca – che sia indispensabile aprire una stagione referendaria per costringere la casta politica regionale a cancellare le numerose norme che hanno messo in ginocchio l’imprenditoria siciliana ed hanno condannato la Sicilia ad un costante declino economico e sociale”.
Ma ecco i dati ufficiali relativi alla raccolta di firme forniti dal comitato referendario ”Sicilia Vera”, Alle ore 02:00 del 24 Novembre erano 85.500 le firme dei sottoscrittori del Referendum contro la casta politica. Firme regolarmente autenticate e certificate dai vari comuni e circa 7.000 le firme rimaste depositate presso i comuni in attesa di essere verificate con le relative liste elettorali. Lo si evince da un comunicato stampa della segreteria dell’on. cateno De Luca.
Le 85.500 sottoscrizioni pervenute al comitato referendario sono così suddivise nelle varie Province: Ragusa 250 – Siracusa 4.200 – Trapani 6.300 – Palermo 20.400 – Enna 2.250 – Caltanissetta 2.300 – Agrigento 3.100 – Catania 6.500 – Messina 40.200. Le circa 7.000 firme in giacenza nei vari comuni sono così suddivise: Messina 2.400 – Palermo 1.600 – Catania 1.100 – Siracusa 300 – Ragusa 100 – Agrigento 250 – Trapani 900 – Caltanissetta 150 – Enna 250. Oltre 10.000 firme raccolte tramite le strutture di sei parlamentari regionali non sono pervenute. Per indire il referendum era necessaria la sottoscrizione di 90,300 elettori.

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