Non si fa referendum contro casta, firme insufficienti

Il referendum di iniziativa popolare contro la casta non si fa. Era stato proposto dall’on. Cateno De Luca, presidente di ”Dca-Sicilia Vera”. Le firme, infatti, non hanno raggiunto le 90.300, quota necessaria per indire il referendum. Com’è noto, l’iniziativa prevedeva per i deputati regionali l’incompatibilità con le cariche di sindaco o presidente della Provincia. L’annuncio è stato dato dallo stesso De Luca in un breve comunicato. ”Avendo preso atto del mancato raggiungimento del numero di firme necessarie – ha sottolineato –  per promuovere il referendum, ho annullato la conferenza stampa già programmata per oggi a Palermo all’assessorato Enti locali”. La segreteria di ”Sicilia Vera” ha fatto sapere inoltre che alle 17 di oggi sarà diramato un comunicato stampa con il quale ”saranno chiariti i particolari e resi noti i risultati  numerici raggiunti dal Comitato referendario”. E c’è attesa per conoscere il contenuto  perché, a quanto si è potuto sapere, l’on. De Luca farà un’analisi approfondita sul perché del mancato raggiungimento delle firme necessarie, svelando anche retroscena e accadimenti. Non mancheranno i riferimenti a quei politici che hanno osteggiato l’iniziativa referendaria. De Luca, comunque, non deporrà le armi. ”Ho sollevato – ha detto – una questione di natura etica, di stile se vogliamo, per cui ritengo che pure i miei detrattori dovranno affrontarla e approfondirla non solo nelle sedi dei partiti ma soprattutto in quelle istituzionali della Regione. I siciliani vogliono risposte, devono sapere se la ”casta” continuerà ad avere privilegii’. L’abolizione dei doppi incarichi, come si sa, può essere ugualmente ottenuta con una legge di cui si dovrà fare carico il parlamento siciliano.

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