L’on. De Luca: ‘Meglio essere un pentito minchione…’

“Meglio essere un pentito (minchione!) a servizio del popolo siciliano – dichiara l’on Cateno De Luca – che fare l’ipocrita servitore di un sistema clientelare e torbido che ti costringe a recitare il ruolo di giullare di Corte e prendere costantemente in giro gli elettori siciliani”. Così risponde l’on Cateno De Luca al collega on. Cintola dell’UDC.
“Pur apprezzando l’onestà intellettuale dell’on Romano – prosegue De Luca – devo precisare che il 9 novembre 2007 ho già presentato il Ddl n. 690,  tendente ad introdurre l’incompatibilità assoluta del ruolo di deputato regionale con qualunque altra carica di natura istituzionale negli enti pubblici di qualsiasi livello e pertanto, è opportuno che l’on. Romano faccia meno il “romano” evitando di sparare corbellerie che non si addicono ad una statista come lui che potrebbe salvare la Sicilia dalla imperante romanità”.
“Ringrazio Tonino Russo – continua De Luca – per la sua tardiva solidarietà che non assolve comunque il Partito Democratico dalle sue responsabilità per il silenzio complice che in questi anni ha accompagnato i governi regionali in una sorta di governo parallelo”.
“ Siamo già a novanta mila firme – prosegue De Luca – ed entro sabato 24 novembre siamo certi di depositare alla Commissione Regionale per i procedimenti referendari almeno cento mila firme per ribadire alla casta politica regionale che è giunto il momento di far giudicare al popolo siciliano le nefandezze trasversali che in questi anni hanno messo in ginocchio l’economia regionale”.
Comprendo bene –  prosegue De Luca – che questa battaglia referendaria bloccherà il disegno criminal-politico della casta regionale tendente ad introdurre in Sicilia anche l’abolizione delle preferenze dando piena cittadinanza al “porcellum siciliano”.
“Tutta questa tardiva attenzione – conclude De Luca – sulla battaglia referendaria mi costringe         ad affermare che quando la nave affonda gli s… vengono a galla”.

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