Giardini Naxos. Identificato rapinatore catanese

GIARDINI NAXOS – Al termine delle indagini relative alla rapina avvenuta il 5 giugno scorso a Giardini Naxos, presso una filiale della Banca popolare italiana, i carabinieri di Taormina, guidati dal capitano Domenico Albanese, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Andrea Filippello, che in quell’occasione aveva fatto da apriprista al gruppo di rapinatori. Secondo quanto emerso dalle indagini, il 19enne di Acireale si è tradito con le sue stesse mani. Infatti presso la banca in questione era installato un particolare sistema di sicurezza, il “biodigit”, nonché un sistema di videosorveglianza interna ed esterna dei locali. Questo sistema consente l’accesso alla banca da parte dei clienti solo previo rilascio di impronta digitale su un supporto posto accanto all’ingresso della bussola. Nel momento stesso in cui il cliente tocca il “biodigit” la fotocamera interna alla bussola immortala il volto della persona che in quel momento lascia l’impronta. Con questo sistema quindi è possibile abbinare in modo inscindibile volto ed impronta delle persone che accedono alla filiale e quindi risalire, laddove necessario, all’identità della persona. Quella mattina Filippello entra nell’istituto di credito a volto scoperto e armato di taglierino non appena raggiunge i cassieri estrae l’arma e intima loro di aprire la bussola. I cassieri si trovano così costretti ad aprirla consentendo libero accesso ad un secondo rapinatore travisato ed armato di pistola. I due così asportano la consistente somma di circa 32mila euro ed escono velocemente dalla filiale al cui esterno si trova un terzo complice su di un’auto, poi scoperta rubata, ad aspettarli dandosi così alla fuga. Senza l’apporto del giovane il rapinatore armato di pistola non sarebbe potuto entrare così facilmente nella banca dato che la bussola posta all’ingresso era dotata anche di metal-detector. La centrale operativa dei carabinieri di Taormina, aveva inviato sul posto numerose gazzelle del nucleo radiomobile , della stazione carabinieri  e del nucleo operativo, che ha poi svolto le indagini. Nella stessa i carabinieri iniziavano le attività di ricerca e tipizzazione dell’impronta digitale lasciata dal giovane, identificato solo in secondo momento visto che era incensurato. Filippello, già arrestato dai carabinieri per altra rapina commessa a Nizza di Sicilia qualche mese dopo, era stato associato al carcere di Gazzi e lì rintracciato dai militari dell’arma di Taormina, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Messina su richiesta del pm Maria Pellegrino. Andrea Filippello dovrà dunque rispondere anche per la prima rapina.

Leave a Response