L’on. De Luca chiede referendum contro la ”Casta”

Referendum contro “la Casta”. A chiederlo è il presidente di Dca-Sicilia Vera Cateno De Luca che ha depositato la richiesta formale di referendum per l’abrogazione della leggina che consente ai parlamentari regionali di restare in carica pur ricoprendo anche la carica di presidente di provincia o di sindaco di un comune con più di 20 mila abitanti. Nel dare notizia dell’avvenuto deposito della richiesta di referendum, De Luca si definisce «uno dei 46 “minchioni” che in buona fede ha votato la legge di autoconservazione della casta politica siciliana». E spiega: «Non mi sarei mai aspettato di votare una norma che consente ai baroni della politica regionale di assumere contemporaneamente il ruolo di deputato regionale e di presidente della provincia regionale e/o di sindaco di un Comune con popolazione superiore a 20 mila abitanti».
«Mi sono accorto di questa vergognosa vicenda – precisa De Luca – dopo aver approfondito tre pagine di testo e dopo che, con alcuni amici e consulenti legali, siamo riusciti a ricostruire il gioco di abrogazioni e rinvii alla legge nazionale che ha determinato in Sicilia la compatibilità in questione». La legge votata ed approvata alla vigilia dell’avvio delle ferie estive, è, però, in forza dell’art. 17 bis dello Statuto siciliano, sottoponibile a referendum confermativo secondo le modalità previste dall’art. 5 della legge regionale n. 14 del 23 ottobre 2001, qualora centomila elettori ne facciano richiesta entro 90 giorni dalla sua approvazione. E non è previsto un quorum. Per cui, nel caso in cui i siciliani fossero chiamati alle urne, com’è già accaduto per la riforma elettorale regionale, quando una esigua minoranza di elettori ha confermato lo sbarramento del cinque per cento, se vinceranno i “si”, sarà confermata, se vinceranno i “no”, sarà automaticamente abrogata.

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