Alì Terme. Maltempo, il dire dell’ex sindaco Rizzo

Riceviamo e pubblichiamo integralmente (lasciando anche alcuni “passaggi” e nomi impropri in lettere maiuscole) una nota dell’attuale assessore al comune di Alì Terme, dott. Antongiacomo Rizzo, e per oltre 12 anni sindaco dello stesso Comune termale. “Vorremmo conoscere la considerazione che hanno le cosiddette Autorità competenti dei cittadini italiani , abitanti nella zona sud di Messina e della riviera Ionica messinese. La riflessione nasce spontanea, perchè, una calamità naturale che ha provocato danni enormi, fortunatamente non vittime, non è stata considerata così come avrebbe dovuto essere. Certo, 20.000 persone che hanno disagi e stenti, sono ben poca cosa per le regole, non scritte, della Protezione Civile che si scomoda soltanto in occasioni di tragedie immani su cui si accendono i riflettori dei media. Le Amministrazioni Comunali hanno attivato tutte le ditte private presenti sul territorio, grazie alle quali, forse, in qualche mese , si riuscirà a raggiungere uno stato di normalità. Il Governo nazionale deve proclamare lo STATO DI EMERGENZA per le zone colpite dalla calamità naturale, provocata da una quantità di pioggia rovesciatasi in due ore che, statisticamente, si riversa , sul terreno in tre anni. L’ economia, già sofferente, ha subito uno shock brutale : esercizi commerciali , artigianali e produttivi , senza aiuti economici concreti ed immediati , difficilmente riusciranno a risollevarsi. I centri colpiti sono stati rispediti 20 anni indietro , con reti fognarie da rifare, acquedotti da reinventare, strade da ricostruire, arredi urbani da risistemare. La fragilità delle infrastrutture si è evidenziata con cruda realtà : la sola statale 114 è insufficiente per le esigenze della popolazione residente. Le strade provinciali sono soltanto delle trazzere che non sono degne di essere considerate ” strade” nel terzo millennio. I cittadini colpiti dal disastro non possono piu’ accettare attese decennali o, addirittura bibliche, per ottenere una qualità di vita consona alle esigenze dell’Europa e del mercato globale. Saremo pure il sud d’Europa, ma , non vogliamo essere piu’ i ” terroni ” che vivono di stenti , che si adattano ai duri rigori di una vita senza speranza e che vivono di provvidenze statali ed elemosine comunitarie. ATTI CONCRETI ED IMMEDIATI !! La Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministero del Lavori Pubblici, delle Infrastrutture, la Protezione Civile ed il governo della Regione Sicilia, si facciano carico di recuperare i fondi necessari alla ricostruzione. Le chiacchiere le riservino ai talk show. Si realizzino tutte le opere infrastrutturali di cui si parla da piu’ di vent’anni: 1) RADDOPPIO , CON SPOSTAMENTO A MONTE DELLA LINEA FERROVIARIA GIAMPILIERI – FIUMEFREDDO ; 2) SVINCOLO AUTOSTRADALE DI ALI’ TERME ; 3) VIE DI FUGA ALTERNATIVE ALLE VETUSTE STRADE PROVINCIALI E LA MESSA IN SICUREZZA DELLE STESSE; 4) INTERVALLIVA SCALETTA-S. TERESA RIVA. Per il Corriere della Sera, La rai, TG 5, il Giorno, la Repubblica, il Tempo etc.,etc, sono piu’ importanti i discorsi di Veltroni, le preoccupazioni di Prodi , il matrimonio di Casini e le dichiarazioni di Montezemolo, piuttosto dei disagi reali di 20000 ITALIANI che, in due ore, sono stati coperti di fango e disperazione. Dimenticavo, Messina e la riviera Ionica si trovano in Sicilia, terra del sole, della tarantella, degli agrumi e, siccome la devastante calamità naturale non è stata causata dalla mafia o dalla malasanità , non ha dignità di notizia, perché, tanto , i SICILIANI , DA SEMPRE, SE LA SONO CAVATA DA SOLI . Antonio Giacomo Rizzo , già Sindaco di Alì Terme , Direzione Provinciale UDC Messina”.
Fin qui il dire dell’ex sindaco e attuale assessore di Alì Terne Rizzo.  E Lei, dott. Antongiacomo Rizzo, dov’era nei giorni dell’emergenza quando altri (compresi suoi colleghi assessori e consiglieri e semplici cittadini ) erano immersi nell’acqua a spalare fango?

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