Maltempo nella Ionica: danni per milioni di euro

Dopo la paura, rimane disperazione e rabbia. Complessivamente ammontano a svariati milioni di euro i danni causati dal violentissimo nubifragio abbattutosi giovedì pomeriggio ad Alì Terme, Alì Superiore, Nizza di Sicilia, Fiumedinisi, Furci Siculo, Scaletta Zanclea, Pagliara e Roccalumera e in alcune frazioni. Da ieri sera rimangono interrotte la statale 114 e il tratto di ferrovia a Capo Scaletta, i cui binari sono rimasti letteralmente per aria. Solo fortuite circostanze hanno evitato che si registrassero vittime come nella circostanza di un falegname che alla guida dell’auto è stato trascinato per oltre 200 metri tra i gorghi di acqua e fango o nel momento in cui alcuni frequentatori di una sala giochi di piazza Prestia sono rimasti intrappolati nel locale. Ieri, a tratti, un tiepido sole ha ancor di più esaltato lo scenario di devastazione. Ad Alì Terme, in piazza Nino Prestia, sul lungomare, in via Francesco Crispi, e sulla via Mastroguglielmo, sono in azione pale meccaniche, ruspe, camion e decine di operai per sgomberare il centro abitato dalle migliaia di metri cubi di fango e dalle auto, circa 50,  e motocicli trascinate dalla furia delle acque. Al lavoro anche i proprietari di case, negozi e attività commerciali che con scope e secchi hanno ripulito i locali. Allagato l’ufficio postale e la banca. Un lavoro incessante ed estenuante. Volti segnati da lacrime e sconforto di fronte a tanto sfascio, che ha vanificato anni di sacrifici. Sul posto per dare manforte carabinieri e uomini della Guardia di finanza e della Protezione civile. A rendere ulteriormente difficoltosa la già precaria situazione, in alcuni quartieri manca l’acqua e l’energia elettrica. Squadre dell’Enel impegnate per l’intera giornata per ripristinare il servizio. I 50 bambini e gli insegnanti della scuola elementare ‘’Paino’’ di Messina ieri hanno potuto lasciare l’agricamping ‘’Baglio’’ rimasto isolato dopo che il torrente Alì aveva cancellato la strada d’accesso alla struttura. E nel tratto urbano della 114, all’altezza del Municipio, anche ieri si sono registrati momenti di totale paralisi del traffico anche perché il lungomare era stato chiuso per consentire ai vigili del fuoco l’utilizzo delle pompe idrovore per prosciugare cantinati, accessi ad alcune palazzine e vicoli. Anche se non è l’ora delle polemiche bisogna pur tuttavia rimarcare l’approssimazione di coloro che hanno la responsabilità nel predisporre gli interventi dell’emergenza. Ma perché è successo quello che forse nessuno immaginava? Da tenere presente, ovviamente, l’eccezionalità della pioggia ma c’è anche da fare un riferimento alla zona alta di via Mastroguglielmo dove si trova il cunettone di smaltimento delle acque piovane, che si è rivelato inadeguato anche perché ostruito da tronchi di alberi, fango e pietre che hanno creato un vero e proprio ‘’tappo’’. Lo sapevano tutti che in caso di piogge torrenziali quello ‘’sfogo’’ non sarebbe servito a nulla. Le avvisaglie c’erano state puntualmente ogni inverno quando quel fiumiciattolo trasportava nella sottostante via Crispi pietre e detriti. E l’altro ieri il ruscello si è trasformato in un ‘’mostro’’ che ha squassato piazza Prestia, la stessa Mastroguglielmo, buona parte del lungomare e il tratto urbano della 114, provocando devastazione e disperazione e cancellando sogni e aspirazioni.
Danni ancora da quantificare nelle campagne di Fiumedinisi, dove si registrano decine di frane e inondazioni di terreni. La provinciale 27 che collega il paese alla statale 114 da ieri sera è nuovamente percorribile dopo l’intervento di mezzi meccanici del comune fiumedinisano. A dare manforte ieri mattina anche operai e pale meccaniche inviati dalla Provincia regionale a seguito di pressanti richieste del sindaco Cateno De Luca.
Ad Alì Superiore, si va verso la normalizzazione e si fa la conta dei danni. Una famiglia, che abita in contrada Gerasia, tuttora rimane isolata per il crollo di una strada. Sulla provinciale si transita a vista per evitare pietre e ammassi di terriccio staccatisi dalle pareti collinari che costeggiano la carreggiata.
A Nizza di Sicilia nella zona a monte di contrada Landro, l’omonimo torrente ha pressocché
spazzato via numerosi terreni coltivati e divelto muri di contenimento. Nella pare bassa fino a ieri si è lavorato per sgomberare la zona dal fango. Il sindaco, Giuseppe Di Tommaso, ha invitato coloro che hanno subito danni di segnalarli anche informalmente all’Ufficio tecnico. Sarà così possibile, attraverso una perizia giurata, accedere ad eventuali contributi.  
Drammatica la situazione nelle frazioni Allume e Sciglio di Roccalumera. Ad Allume, una famiglia è rimasta senza tetto. La casa è rimasta lesionata sotto la pressione dell’irruenza della terra staccatasi dall’adiacente parete collinare. A Sciglio, un intero quartiere, che si affaccia su via Mandrazzi è stato colpito da uno smottamento. Un uomo è rimasto ferito, schiacciato dalla pressione della terra. E’ stato ricoverato in ospedale, ma non è in pericolo di vita. Miracolosamente illeso un nipotino di 5 anni. A Furci Siculo rimane delicata la situazione nella frazione Calcare dove un tratto della provinciale è crollato lasciando isolate per ore circa 200 famiglie. Solo la buona sorte ha evitato il peggio.
 Domani mattina alle 10, intanto, nell’aula consiliare del Comune di Roccalumera i sindaci dei Comuni jonici colpiti dal maltempo incontreranno i responsabili della Protezione civile e del Genio Civile per fare il punto della situazione e vagliare il da farsi nei prossimi giorni.
I quattro Comuni, i cui Consigli si riuniranno nei prossimi giorni in seduta straordinaria, chiederanno lo stato di calamità naturale.

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