Taormina. Cani rapiti e uccisi per essere cucinati?

TAORMINA – Una banda ”specializzata” di extracomunitari, si sospetta formata da cinesi, darebbe la caccia ai cani per poi ucciderli e mangiarli. Siamo nel campo delle ipotesi anche perché in corso ci sono indagini della Guardia giudiziaria zoofila provinciale della sezione di Taormina. Che qualcosa di strano ci sia in questa incredibile vicenda lo dimostrebbe il fatto della sparizione di numerosi cani, in particolare nella frazione taorminese di Trappitello. In sostanza, un traffico di animali. Ipotesi inquietante supportata però da altri riscontri come quello che gli animali, randagi o di proprietà, vengano accalappiati e portati in altre località.
«Le nostre indagini sono in corso ma il forte sospetto che abbiamo, anche sulla base di alcune segnalazioni pervenuteci – ha dichiarato Domenico Cingari, comandante della Guardia giudiziaria zoofila provinciale – è che i cani vengano portati via da alcuni cittadini extracomunitari, nella fattispecie, pare, di nazionalità cinese. Chi sequestra i cani li porta poi in qualche sede, a Catania o a ogni modo nell’hinterland etneo, ed è presumibile che lì gli animali vengano abbattuti. Prendiamo in considerazione insomma l’ipotesi di avere a che fare con persone dedite, per conto di altri o anche a titolo personale, al rapimento degli animali, per una successiva “mattanza” a scopo alimentare che, secondo quanto già denunciato altrove da molte associazioni ambientaliste, sarebbe ormai molto diffusa in Cina, rientrando quindi nella cucina tipica dei vari ristoranti cinesi diffusi ovunque all’estero, Italia compresa».

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