Messina. Momenti di panico all’ospedale ”Papardo”

MESSINA – Scene di panico ieri nel reparto cardiopateci dell’ospedale Papardo, dove dal tetto è venuto giù un ”mare” di pioggia penetrata dal tetto durante un temporale. Si sono registrati momenti da incubo  con pazienti cardiopatici sfollati, molti dei quali distesi sui lettini, seduti sulle sedie a rotelle e messi al riparo nei corridoi, peraltro anch’essi invasi dall’acqua o nella sala soggiorno per essere poi trasportati in altri reparti. E pensare che il reparto cardiologia del Papardo era stato inaugurato in pompa magna lo scorso 17 marzo. L’incredibile situazione ha avuto inizio quando è stato avvertito un forte boato conseguente al crollo del contrasoffitto, che ha ceduto sotto la pressione dell’acqua piovana all’interno di una delle stanze del terzo piano, dove fortunatamente non c’erano pazienti perchè erano stati fatti allontanare per precauzione. Ma non era finita perché subito dopo è venuto giù anche il tetto della sala ecografie, i pannelli elettrici sono andati in tilt, computer e apparecchiature fuori uso. Intervengono vigili del fuoco che dichiarano inagibile metà del reparto. Undici pazienti sono stati ricoverati altrove, in cardiochirurgia, in chirurgia toracica. Arriva il direttore generale dell’Azienda ospedaliera ”Papardo” Gaetano Sirna e il direttore di Cardiologia Rosario Grassi.
Ci si chiede come possa essere accaduto tutto ciò. «Avevamo scritto cinque lettere – dice il dott. Grassi – alla direzione lavori e al responsabile dell’impresa romana che sta eseguendo, a monte dell’ospedale, le opere di realizzazione del Polo oncologico. Avevamo segnalato una serie di inconvenienti causati proprio dagli interventi in corso. Purtroppo, anche se i tecnici dell’impresa hanno effettuato un sopralluogo, non ci sono state date risposte». Un appalto da oltre 34 milioni di euro, i cui lavori, avviati il 23 gennaio 2006, si sarebbero dovuti concludere entro 20 mesi, cioè proprio in questi giorni.
A stabilire le cause, e se c’è stato un nesso tra i lavori del Centro oncologico e l’otturazione dei pluviali, saranno le perizie dei tecnici. Anche la magistratura, ovviamente, vorrà vederci chiaro su quanto accaduto ieri al Papardo.

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