”Caso” Messina. I sindacati: tremenda farsa politica

MESSINA – La notizia della fine anticipata dell’amministrazione Genovese ha provocato incredulità anche fra le organizzazioni sindacali.
«In un momento difficile per la città come quello che stiamo vivendo il commissariamento non può che apparire come una tremenda iattura», dice il segretario generale della Cgil di Messina, Franco Spanò. «Mentre la città cerca una strada per tornare a condizioni di vivibilità se non di normalità – rileva Spanò – i giochini della politica, orchestrati lontano dallo Stretto, nei salotti dei vip, ci rigettano nel caos. È inaccettabile. Le conseguenze di questa farsa giocata dai furbettini della politica le pagheranno i lavoratori della Garibaldi, i precari della vertenza dello Stretto, gli studenti che iniziavano a intravedere interventi concreti per migliorare le scuole, i cittadini che speravano nel completamento degli svincoli e dell’approdo di Tremestieri».
«Messina sembra Babilonia – è  il commento del segretario provinciale della Cisl Maurizio Bernava –; una Babilonia per anni di malgoverno e malaffare, per il commissariamento dal 2003 al 2005, per gli ultimi due anni di governo della città senza strategie e senza capacità di concertare e progettare sviluppo. L’ennesimo commissariamento arriva in una città dove è indistinto il passato, il presente e il futuro perché è una città senza punti di riferimento». La Cisl esprime amarezza «non solo per l’ennesimo commissariamento ma anche perché, alla luce dei fatti, esiste una linea di continuità che non governa ma controlla i centri di consenso elettorale e che si alterna tra un commissariamento e un governo debole della città».
«Per la città, i suoi cittadini e i suoi lavoratori si apre adesso una fase grave e difficile – sottolinea il segretario generale della Uil Costantino Amato – Nonostante lo scetticismo, la città conservava ancora un barlume di speranza nei fondi ex ponte e nei poteri speciali attribuiti al sindaco per l’emergenza traffico. Ora che anche questa speranza è venuta meno i provvedimenti istituzionali si paralizzeranno sempre più e verrà meno anche la bozza progettuale costituita dalla Cec».

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