Il soldato e la “fatina” si incontreranno a Fiumedinisi

FIUMEDINISI – Domenico Parisi, l’ottantacinquenne aviere che nel 1945 nel Lazio venne salvato dalla prigionia tedesca da una bambina poco più che sedicenne, Maria Proietti, oggi 78enne che vive a Fabrica di Roma, piccolo centro a 50 chilometri da Viterbo e della quale non aveva più notizie da oltre 62 anni, incontrerà la sua ‘’fatina’’. Che in quel tempo di guerra e stenti  riforniva di cibo il soldato siciliano, allora 23enne, che si nascondeva in una grotta per sfuggire ai soldati tedeschi. L’incontro, nelle intenzioni del sindaco di Fiumedinisi, l’on. Cateno De Luca, avrà due momenti. A novembre la signora Proietti sarà nel piccolo centro fiumedinisano, poi toccherà a Parisi affrontare la “trasferta” di Fabrica. In entrambe le occasioni saranno accompagnati da loro familiari, mariti, figli, e nipoti e dagli  amministratori comunali. Prevista un’accoglienza che nulla avrà da invidiare a un protocollo diplomatico.  Nelle due le sale di rappresentanza dei rispettivi Palazzi municipali è infatti previsto un cerimoniale con i sindaci fasciati di tricolore e vigili urbani in alta uniforme. I momenti più significativi saranno scanditi dalle note delle bande musicali dei due paesi che, a loro insaputa, si sono trasformate in una sorta di “Treno dei desideri” quando quella di Fabbrica e Fiumedinisi si sono gemellate. In agosto l’Associazione bandistica laziale ‘’Poleggi’’ era stata ospite a Fiumedinisi e due settimane addietro c’era stata la visita a Fabrica di quella fiumedinisana. Un incontro voluto, quando si dice il destino, dal dott. Giuseppe Di Ciuccio, originario di Fiumedinisi che da  anni si è stabilito nel Lazio. ‘’Sarà anche occasione – dice De Luca – per stringere un altro gemellaggio, stavolta tra i due Comuni. Detto fatto: De Luca si è già messo in contatto con il suo collega di Fabrica, il sindaco Giuseppe Palmegiani, che ha accolto con entusiasmo la proposta. Il “gancio” tra Parisi e la signora Proietti sono stati dunque i componenti della Banda di Fiumedinisi, il primo cittadino De Luca, l’assessore  Nino Cascio e il consigliere Giuseppe Tipone, che facevano parte della delegazione che si è recata a Fabbrica per ricambiare la visita. Una visita pubblicizzata anche con manifesti murali sui quali campeggiava  a grandi lettere “Fiumedinisi”. Per la signora Maria Proietti il nome di quel paese siciliano che non ha mai dimenticato l’ha riportata agli anni della fanciullezza. E’ andata in Municipio dal sindaco Palmegiani, mostrando una foto sbiadita dal tempo che la ritraeva assieme con quel soldatino fiumedinisano del quale non aveva avuto più notizie. “Quando ho saputo che a Fabbrica c’era gente di Fiumedinisi – ricorda per telefono  – ho avuto una stretta al cuore. Mi sono venuti in mente la guerra, i partigiani, i tedeschi. Il mio ricordo, però, era per quel ragazzo esile e dagli occhi smarriti che per due settimane si era nascosto in una grotta per evitare di essere catturato dai tedeschi che, sicuramente, lo avrebbero deportato in Germania. Ogni giorno  andavo in quel rifugio con un fagottino con dentro lo stretto necessario. Poca roba, insomma. Erano tempi difficili per tutti. Nel tragitto da casa alla grotta –  rammenta la signora Proietti –  mi guardavo intorno impaurita. C’erano tedeschi un po’ dappertutto. E poi di corsa e con il fiato in gola tornavo a casa, felice di aver fatto una buona azione. Quando la situazione si normalizzò, Domenico fu ospitato dalla mia famiglia in casa, dove rimase per 10 mesi. Poi il giovane soldato un mattino andò via. Era il 1945 e da allora non l’ho più rivisto. Per alcuni anni ci scrivemmo ma anche questo contatto con l’andare del tempo si interruppe. Di lui non seppi più nulla. Il resto è storia recente e adesso non vedo l’ora di incontrare quel soldatino che, ormai, fa parte dei miei ricordi di bambina”. Domenico Parisi che vive a Fiumedinisi, venuto a conoscenza che quella ragazzina non si era dimenticata di lui ha avuto attimi di grande commozione. “Non ho mai dimenticato Maria – ci ha raccontato – che rischiava gravi conseguenze per sfamarmi. Se andrò a Fabrica di Roma? Eccome, sono pronto ad andarci a piedi e senza abiti addosso. Un ricordo che mi accompagna ormai da 62 anni”. Poi la voce si affievolisce per lasciare spazio a qualche lacrima. Gli è accanto la moglie, Angela Marino, che partecipa alla discussione, alla presenza del sindaco Cateno De Luca. Il signor Parisi è già pronto per affrontare il lungo viaggio, così come sta facendo a Fabrica di Roma Maria Proietti. Un incontro che sarà suggellato da un forte abbraccio, da qualche lacrima e forti emozioni.

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