Guardie mediche, lunedì vertice con l’assessore Lagalla

MESSINA – L’Assessorato Provinciale alla Solidarietà Sociale, a seguito della soppressione, da parte dell’Assessorato Regionale della Sanità, di ben 14 guardie mediche in Provincia di Messina, non può restare sordo davanti alla lesione del diritto alla salute che interessa migliaia di cittadini della comunità provinciale, a fronte del pur condiviso e tanto auspicato rigore nella spesa sanitaria.
“Per molte entità territoriali della nostra provincia –spiega l’assessore Pio Amadeo – i presidi di continuità assistenziale rappresentano la sola unità sanitaria esistente, ragion per cui la scelta della loro soppressione, viola di fatto i principi costituzionali, e ciò è inammissibile!”
“Occorre, inoltre evidenziare – precisa Amadeo – come alla provincia di Messina sia stato chiesto un sacrificio maggiore rispetto a tutte le altre province siciliane, pur nella consapevolezza dei negativi ritorni, in termini complessivi, che da tali scelte discendono”.
“Davanti a ciò – spiega l’Assessore Amadeo – è impossibile tacere o distrarsi, anzi è assolutamente urgente che tutte le forze politiche che rappresentano questa provincia ai vari livelli regionali e nazionali, adottino un comportamento unanime di sostegno alle popolazioni, poiché non è pensabile che il risanamento della Sanità siciliana debba passare attraverso esclusione di 14 comunità della provincia di Messina del diritto alle cure.”
“Abbiamo indetto – conclude l’assessore – un incontro urgente, che si terrà lunedì 3 ottobre alle ore 10.30 nel Salone degli Specchi della Provincia Regionale di Messina, con l’Assessore Regionale alla Sanità, Prof. Roberto Lagalla, con il Direttore Generale dell’ASL 5, Dott. Salvatore Furnari e con il Direttore Sanitario, Dott. Manlio Magistri, con i Sindaci dei 108 Comuni, l’intera deputazione messinese impegnata ai diversi livelli, le organizzazioni sindacali di categoria, al fine di individuare percorsi ed impegni di rigore che non sacrifichino le piccole comunità e soprattutto che non creino precedenti istituzionali di lesione dei diritti costituzionali”.

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