Alì. Tentato omicidio, arrestato il terzo complice

ALI’ – I carabinieri della Compagnia di Messina sud hanno arrestato questa mattina nelle campagne di Alì Superiore Biagio Rasconà, 42 anni,  pastore, ritenuto uno dei tre aggressori che la sera del 19 luglio scorso  in piazza Duomo ferirono gravemente a colpi di mazza e con quattro coltellate, due allo stomaco e ad un braccio, il 19enne Adriano Cannetti. Rasconà è stato scovato in un casolare abbandonato di contrada Maisi. E’ accusato di tentato omicidio in concorso. Quando si è reso conto che per lui la latitanza era ormai finita si è consegnato ai carabinieri senza opporre resistenza. E’ stato trovato in buone condizioni di salute e con la barba rasata da qualche giorno per cui non si esclude che in tutto questo tempo possa essere stato aiutato da qualcuno. Non si esclude neppure che il casolare non sia stato l’unico nascondiglio da latitante. In carcere con la stessa accusa si trovano già Francesco, 39 anni, e Cateno Rasconà, 19 anni, rispettivamente fratello e nipote di Biagio finito in manette oggi. I due furono arrestati dai carabinieri subito dopo l’aggressione a Cannetti, che venne ricoverato in gravi condizioni al Policlinico e che adesso è fuori pericolo di vita. Alla base dell’episodio ci sarebbero vecchi rancori tra le due famiglie. L’aggressione a Cannetti iniziò all’interno di un bar nella piazza centrale di Alì per proseguire poi fuori. Si erano registrati momenti di paura tra i presenti, soprattutto quando Cannetti, sanguinante, si era allontanato dalla piazza barcollante cercando aiuto in un’abitazione adiacente la chiesa di S. Agata.  Nel bar erano volate bottiglie e sedie con un fuggi fuggi generale. In piazza i tre Rasconà si erano avventati contro Cannetti colpendolo ripetutamente con una mazza e un coltello. I due Rasconà erano stati arrestati dai carabinieri nei pressi della loro abitazione mentre Biagio Rasconà era riuscito a far perdere le tracce nelle campagne a monte del centro abitato, dove questa mattina è stato arrestato.

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