Università: concessi i domiciliari al prof. Piedimonte

MESSINA – Davanti al Tribunale della libertà sono stati trattati i ricorsi, contro i provvedimenti del gip, avanzati da cinque indagati nell’ambito dell’inchiesta sul concorso per un posto di docente associato alla facoltà di Veterinaria e sulla gestione dei fondi Lipin, che ha portato, tra l’altro, alla sospensione dalle funzioni per due mesi del rettore Francesco Tomasello.
Concessi gli arresti domiciliari al prof. Giuseppe Piedimonte; nessun alleggerimento della misura cautelare, invece, per il preside “in pectore” di Medicina veterinaria, prof. Battesimo Consolato Macrì, che resta pertanto agli arresti domiciliari.
I giudici del Riesame si pronunceranno oggi sui ricorsi presentati dagli altri tre indagati: il funzionario amministrativo dell’Ateneo, Eugenio Capodicasa e la moglie Ivana Saccà (dipendente Unilav), che si trovano ai domiciliari dal 20 luglio scorso, e il prof. Salvatore Giannetto, componente del consiglio di facoltà di Medicina veterinaria sospeso dalla carica per due mesi.
Il rettore Tomasello ha invece deciso di non fare appello all’organo del riesame.

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