Fiumedinisi, ufficio Pt: servizi a “singhiozzo”

FIUMEDINISI – Cresce la protesta nel centro collinare dopo la decisione di Poste Italiane di aprire a giorni alterni l’ufficio postale. Dopo l’esposto presentato dal sindaco Cateno De Luca, al Prefetto di Messina, alla Procura della Repubblica e alla direzione Nazionale e Provinciale delle Poste Italiane, ieri il consiglio comunale, riunito in seduta urgente, ha votato all’unanimità una forte azione di protesta, chiedendo l’immediato ripristino a tempo pieno del servizio postale.
Al contempo, l’Amministrazione ha dato mandato al suo consulente legale, l’avv. Ferdinando Logorelli, di valutare eventuali azioni giudiziarie a tutela dei cittadini.
Da oltre 15 giorni l’ufficio postale di Fiumedinisi funziona a singhiozzo, causando in paese non poche difficoltà. Lunghe ore di coda dinanzi agli sportelli si sono registrate infatti nei giorni di apertura. Grossi disagi anche per gli uffici della sede Nazionale del CAF–Fenapi che, giornalmente, avrebbe l’esigenza di inviare decine di plichi postali verso tutte le sedi del territorio nazionale.
“La riduzione del servizio postale, di vitale importanza per un’associazione di categoria, mette in serie difficoltà lavorativa l’intera struttura – ha dichiarato il presidente della Fenapi Carmelo Satta – Si tratta di un provvedimento immotivato e privo di alcuna logica, non solo per Fiumedinisi, ma anche per altri comuni come Antillo, dove i residenti per raggiungere il più vicino ufficio postale devono percorrere oltre 15 chilometri”.
“Il provvedimento adottato dalle Poste Italiane – ha invece spiegato il sindaco De Luca –  potrebbe essere condiviso solo nel caso in cui i servizi postali fossero erogati da un altro ufficio, nella stessa comunità di Fiumedinisi”.

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